Elezioni, documento dei sindacati orobici Le richieste su welfare, lavoro e diritti

Elezioni, documento dei sindacati orobici
Le richieste su welfare, lavoro e diritti

A pochi giorni dal voto, Cgil, Cisl e Uil di Bergamo si rivolgono ai candidati alle elezioni europee che dal territorio orobico si propongono per il Parlamento dell’Unione Europea e ai candidati che si presentano alle elezioni amministrative.

Ecco di seguito l’elenco delle richieste dei sindacati confederali provinciali:
•Per l’elezione del Parlamento dell’Unione, chiediamo più Europa, ancorché da migliorare, ma che ci sia più UE
•Difesa della democrazia e sostegno allo stato di diritto. I diritti e le libertà sindacali, di espressione, di associazione, di partecipazione devono essere rafforzati in funzione di un maggiore dialogo sociale, di un’effettiva partecipazione democratica e di un’efficace e più estesa contrattazione collettiva
•Nuove politiche economiche che abbiano come obiettivo quello di attuare riforme progressiste e sostenibili, che mirino a distribuire e re-distribuire equamente la ricchezza generata, che producano salari adeguati e più dignitosi per tutti
•Investimenti pubblici e privati per le infrastrutture, stradali, digitali, sociali e culturali (pensioni, sanità, scuola)
•Valorizzazione e cura del patrimonio culturale e ambientale
•Economia circolare e sostenibilità ambientale, più crescita e meno consumo di ambiente e risorse naturali
•Formazione continua e maggiore integrazione tra i sistemi scolastico-formativi e il mondo del lavoro, per valorizzare le competenze e favorire l’occupabilitá
•Lavoro, lavoro di qualità, tutele generali, nuovi lavori, sostegno ai giovani per sviluppare un’idea diversa di futuro
•Più politiche attive per favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro
•Salari: graduale adeguamento ai livelli salariali europei
•Presidio dell’innovazione tecnologica e dei processi di digitalizzazione
•Collaborazione e integrazione della Pubblica Amministrazione, a partire dai Comuni, rafforzando la partecipazione e il coinvolgimento dei corpi intermedi
•Servizio Sanitario Nazionale e locale da rilanciare adeguandolo ai nuovi bisogni di salute
•Interventi di sostegno alle famiglie, contrasto al calo demografico, politiche di sostegno alla conciliazione vita - lavoro
•Politiche di coesione sociale, di accoglienza e di integrazione, sicurezza
•Politiche giovanili capaci di contrastare la dispersione scolastica, la povertà educativa e quanto favorisca le dipendenze patologiche
•Lotta alla povertà
•Più risorse e sempre più contrattazione sociale per affrontare adeguatamente i temi della non autosufficienza e dell’invecchiamento attivo

Di Europa i sindacati bergamaschi avevano parlato anche durante la celebrazione del Primo Maggio, dal palco di piazza Vittorio Veneto: per CGIL, CISL e UIL provinciali serve “più Europa, certo un’Europa migliore, quella che può e deve essere una forza per il progresso sociale. L’Unione Europea e gli Stati membri hanno il potere di garantire che tutti partecipino alla redistribuzione equa della ricchezza che tutti contribuiamo a generare. Deve essere un’Europa sociale e del lavoro, in cui il sistema di welfare si integri con quello dei singoli paesi e rafforzi gli interventi per le politiche attive, il giusto salario, il sostegno in caso di perdita del lavoro. Chiediamo inoltre, che dal fiscal compact si passi all’investment compact, strumento più consono ad essere motore di sviluppo. Chiediamo che si ponga fine al dumping fiscale tra Stati europei per attirare investimenti a discapito del lavoratori.

«Il progetto della UE deve esser e rilanciato in tutta la sua portata di civiltà, perché crediamo che sia cruciale per affrontare le sfide e progettare un futuro di benessere per tutti i paesi aderenti: uno dei posti migliori al mondo per vivere e lavorare. L’Europa deve sanare le profonde ferite che la crisi ha lasciato nelle vite dei lavoratori e delle lavoratrici: il nuovo piani di investimenti proposto, l’adozione del “Pilastro europeo dei diritti sociali”, le iniziative legislative per migliorare le condizioni di lavoro devono portare alla sottoscrizione di un nuovo ‘contratto sociale’ che garantisca giustizia, equità, pari opportunità per tutti. Dobbiamo proseguire il processo di integrazione, completando l’Unione Economica, accelerare le convergenze sui diritti e sulle tutele sociali; rafforzare la prospettiva dell’Unione Politica. Le conquiste raggiunte non sono il risultato finale: ci sono ancora preoccupazione, frustrazione, disagio e sofferenza sociale in tanti milioni di cittadini europei, che non sono in grado di gestire autonomamente la complessità dei nostri tempi».

Per ciò che compete alle politiche nazionali,«chiediamo di rafforzare gli investimenti pubblici e privati per le infrastrutture; gli interventi in campo sociale e culturale; attenzione alla formazione e alla meritocrazia per la valorizzazione delle persone, in particolare dei giovani. Bisogna puntare a un nuovo alfabetismo informatico per accrescere la conoscenza invece di ridurla; aumentare le occasioni di lavoro di qualità e puntare a aumenti di salario per avvicinarli alle medie europee; rilanciare il servizio sanitario nazionale, adeguandolo ai nuovi bisogni di salute; interventi di sostegno alle famiglie, contrasto all’invecchiamento demografico e politiche di sostegno perla conciliazione vita – lavoro; maggior contrasto al gioco d’azzardo».

«Il progresso sociale e un’equa redistribuzione delle ricchezze devono diventare prioritari rispetto a qualsiasi altra considerazione. Occorre sviluppare un nuovo piano di investimenti, adottare una base condivisa dei diritti sociali, formulare nuove iniziative per migliorare le condizioni di lavoro e cercare progressi in materia di politiche economiche più sostenibili».

Per quanto riguarda le richieste alle forze politiche che si candidano alle elezioni amministrative «riteniamo validi i principi richiamati nei punti sopraindicati, ovviamente declinati in sede locale. A questi si aggiungono le note prese di posizione riguardanti il sostegno ai progetti di infrastrutturazione del territorio bergamasco condivisi nei tavoli OCSE Bergamo».


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