Giulia, martedì pomeriggio i funerali David si è svegliato dal coma
Giulia Serafini

Giulia, martedì pomeriggio i funerali
David si è svegliato dal coma

Martedì alle 15 i funerali in Borgo Canale. Il fidanzato David si è svegliato dal coma: trasferito al Papa Giovanni.

Bergamo piange Giulia Serafini, l’agronoma di 29 anni morta martedì notte, 23 luglio, in un incidente sull’A4. I funerali saranno celebrati martedì alle 15 in Città Alta. Si è intanto risvegliato dal coma, anche se resta grave, il fidanzato rimasto ferito nell’incidente costato la vita alla ragazza: è stato trasferito al Papa Giovanni XXIII.

David Benedetti, 28 anni,è stato trasferito dal Civile di Brescia al Papa Giovanni XXIII per una convalescenza che si prospetta sicuramente lunga. A ricordare Giulia nei giorni scorsi la mamma, che ripercorre la storia e la vita della ragazza, che aveva frequentato il Classico al Sarpi. «Al liceo si era impuntata, non voleva studiare geografia: non le piaceva. Era una crapuna in tutto – racconta amorevolmente la mamma –. Era travolgente, impossibile fermarla. Terminato a pieni voti il liceo, si era messa in testa di voler fare la cantante e aveva preso lezioni da Silvia Infascelli. A un certo punto, pur apprezzando il suo entusiasmo, l’ho spronata, obbligandola in qualche modo a fare anche qualcosa di concreto: “Giulia, vai giù nell’orto a raccogliere i fagioli”. Detto, fatto: si è innamorata delle scienze agrarie e si è iscritta all’Università, a Edolo, in “Conservazione delle foreste”. Poi ha avuto un anno sabbatico, diventando, per un breve periodo, vegana e animalista. Andava in giro con le scarpe di cartone e non indossava la lana né voleva il cellulare. L’ho presa ancora di petto e si è iscritta alla Magistrale, stavolta a Milano, dove si è laureata con 110 e lode. Poi è arrivato questo progetto, iniziato in un campo a Valtesse e ora esteso in tutta Italia: era l’anima dell’azienda».

Martedì era la serata finale di un corso professionale che ora la mamma definisce «maledetto»: «Con il socio Mirko Roberti avevano fatto assaggiare i loro prodotti a Manerbio ed erano stati premiati. Al ritorno, in un attimo, la sua vita così breve e dinamica si è spezzata».


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