Gori: «Ora il Covid fa un po’ meno paura, ecco le priorità per la ripartenza»
Giorgio Gori (Foto by Archivio)

Gori: «Ora il Covid fa un po’ meno paura, ecco le priorità per la ripartenza»

Su L’Eco di Bergamo in edicola martedì 20 luglio l’intervista al sindaco Giorgio Gori, al giro di boa del suo secondo mandato. A settembre si punterà su Pgt e Porta Sud, Capitale della cultura e politiche sociali.

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori fa il punto al giro di boa del suo secondo mandato in un’intervista di Emanuele Falchetti su L’Eco di Bergamo in edicola martedì 20 luglio. Fra i temi strategici su cui l’Amministrazione punterà da settembre, il primo cittadino ne evidenzia tre: «Il Pgt – spiega – con l’obiettivo di concretizzare il progetto del polo intermodale e Porta sud che per la città significherà molto. Poi c’è il capitolo della Capitale della cultura. Dopo aver seminato tanto è arrivato il momento di tirare le fila e stendere quel dossier che andrà presentato entro gennaio. Infine, c’è tutto il ragionamento sul Welfare che sta vivendo una trasformazione profonda: da uno schema basato sui servizi rivolti a chi già si trova in difficoltà stiamo cercando di passare a un sistema in cui si punta a creare un tessuto sociale capace di prevenire l’insorgere della marginalità. Un obiettivo che la pandemia ha reso ancora più d’attualità, ma che è strettamente legato all’andamento demografico e al tema dell’incremento delle fragilità».

Parlando dell’emergenza sanitaria, nei mesi scorsi il sindaco si era detto preoccupato per i giovani che rappresentano la categoria meno vaccinata e con maggiori relazioni sociali. La variante Delta sembra dargli purtroppo ragione. «Spero che la gente – spiega il sindaco – capisca che va immunizzata anche la fascia tra i 12 e i 18 anni». L’estate che stiamo vivendo è un po’ la fotocopia del 2020? «Direi di no – risponde Gori – perché la quota della popolazione attualmente vaccinata, lo scorso anno non lo era. In Inghilterra hanno 50 mila casi al giorno ma il numero dei ricoveri resta basso. Sono preoccupato, ma non quanto potevo esserlo un anno fa».


Leggi l’intervista di due pagine su L’Eco di Bergamo in edicola martedì 20 luglio

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