«Ha dedicato la vita al calcio e al talento» Il saluto dei giovani al maestro Mino Favini

«Ha dedicato la vita al calcio e al talento»
Il saluto dei giovani al maestro Mino Favini

In 120 tra ragazzi e dirigenti del settore giovanile dell’Atalanta, oltre alla dirigenza sportiva, a moltissimi giocatori e tifosi, per l’ultimo saluto al dirigente sportivo nerazzurro.

Centoventi tra ragazzi e dirigenti del settore giovanile dell’Atalanta, oltre alla dirigenza sportiva con Giovanni Sartori e la presidenza nerazzurra con Luca e Antonio Percassi si sono riuniti nel pomeriggio di venerdì 26 aprile a Meda per l’ultimo saluto a Mino Favini. Hanno voluto essere presenti per rendere omaggio e dire grazie a un uomo che si è speso per i giovani e il talento tutta una vita.


(Foto by Magni)

Favini è morto nella mattinata di martedì 23 aprile Mino Favini, prima giocatore dell’Atalanta dal 1960 al 1962 e successivamente responsabile del settore giovanile della squadra bergamasca per vent’anni. Aveva 83 anni. Originario di Meda, era nato il 2 febbraio del 1936 ed è stato considerato il guru del calcio giovanile. Ha scoperto decine e decine di giocatori che sono poi arrivati in serie A. Grande educatore, è stato il simbolo di Zingonia e dei vivai italiani.


(Foto by Magni)

Presenti - oltre alla delegazione dell’Atalanta – tra gli altri Giorgio Parretti (procuratore, già nello staff dell’Atalanta, grande amico di Mondonico), Stefano Colantuono (ex mister nerazzurro), Giorgio Vitali (storico dirigente nerazzurro) e tantissimi tifosi. Presenti anche gli stendardi in rappresentanza di Inter, Milan, Torino, Samp e Meda. Moltissimi i giocatori nella chiesa gremita: tra gli altri Caldara, Bonaventura e Montolivo.

Il funerale è stato celebrato da don Fabio Ercoli, della parrocchia di Meda, insieme a don Fausto Resmini. «Gesù invita ognuno di noi a investire i propri talenti, a mettere a frutto le proprie capacità - ha ricordato il parroco durante la concelebrazione – . Possiamo ringraziare il Signore perché nella vita di Mino Favini si è avverato quanto contenuto nella parabola. Ha dedicato la vita a scoprire i propri talenti: la sua è una vita che ci dice che ciò che conta è riconoscere il talento, per metterlo a frutto. Ci vogliono persone che aiutino i giovani a scoprire che cosa valga la pena vivere. Mino lo ha fatto con vicinanza e discrezione; non era un lavoro il suo, era una vocazione educativa».

E durante la partita di semifinale Atalanta-Fiorentina la Curva Nord ha voluto rendere omaggio a Favini con due striscioni. «Già ti immaginiamo con Chicco ed Emiliano. Seduto su quei gradini... Grazie di tutto Mino Favini». All’inizio della partita è stato rispettato un minuto di silenzio per ricordare il responsabile del settore giovani dell’Atalanta per vent’anni, un guru per tutto il calcio italiano.


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