Il ministro Padoan a L’Eco di Bergamo: «Giù le tasse e  più lavoro ai giovani»
Il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan

Il ministro Padoan a L’Eco di Bergamo:
«Giù le tasse e più lavoro ai giovani»

Nuovi posti di lavoro (soprattutto per le giovani generazioni), ulteriori miglioramenti sul versante pensionistico, calo delle tasse per cittadini e imprese (è allo studio una riduzione dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche), conti pubblici in ordine e un nuovo e forte ruolo propositivo in Europa: è questa la ricetta per portare l’Italia fuori dalla crisi in tempi rapidi e soprattutto duraturi.

Lo dice in un’intervista a «L’Eco di Bergamo» il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, sabato 7 maggio in città in occasione del giuramento degli Allievi Ufficiali della Guardia di Finanza (in programma alle 10 in piazza Vittorio Veneto).

Martedì scorso a Bruxelles la Commissione europea ha presentato le previsioni economiche di primavera. Si ritiene soddisfatto del giudizio sull’Italia? «La Commissione europea, nelle consuete previsioni di primavera, valuta la situazione economica dell’Unione nel suo complesso e dei singoli Stati. Il giudizio espresso sull’Italia è in linea con le valutazione del governo: il Paese ha cambiato passo, crescono gli investimenti e l’occupazione, continua a crescere il Pil anche se ad un ritmo meno sostenuto di quanto era stato previsto in precedenza. Possiamo e dobbiamo fare di più e la strategia del governo basata sulle riforme strutturali e l’aumento degli investimenti va in questa direzione. Nel pieno rispetto delle regole europee, intendiamo utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per sostenere la crescita economica. Soltanto così potremo favorire l’aumento dell’occupazione e in generale il benessere delle famiglie».

Sul fronte bancario l’idea del governo si può riassumere con questo slogan: meno banche ma più solide. Perché? «È esattamente così. L’economia globalizzata pone sfide sempre più difficili ed è necessario che tutti gli “attori” siano adeguatamente pronti. Questo vale anche per il settore del credito. Gli interventi adottati a partire dal 2015 sono tasselli importanti di un’unica strategia che ha l’obiettivo di rafforzare il settore favorendo fusioni, aggregazioni, ricapitalizzazioni. Mi riferisco alla riforma delle banche popolari, all’autoriforma delle fondazioni bancarie che abbiamo sostenuto, alla riforma delle banche di credito cooperativo, allo strumento delle Gacs, la garanzia pubblica sulla cartolarizzazione dei crediti in sofferenza. Infine, con il decreto approvato in Consiglio dei Ministri il 29 aprile e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, sono state introdotte importanti misure per accelerare il recupero dei crediti».


Leggi l’intervista di Alberto Ceresoli su L’Eco di Bergamo in edicola sabato 7 maggio 2016

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