Il reddito di cittadinanza a Bergamo:  oltre tremila le domande

Il reddito di cittadinanza a Bergamo:
oltre tremila le domande

Tra gli oltre 1000 seguiti dai Servizi sociali, il 47% ha tra i 31 e i 50 anni. La maggioranza sono donne.

Il Reddito di Cittadinanza è una misura di contrasto alla povertà, alle diseguaglianze sociali e di inclusione sociale introdotta con decreto legge nel gennaio 2019. Il Reddito viene erogato ai nuclei familiari che, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, risultano in possesso di determinati requisiti economici, di cittadinanza e di residenza ed è subordinato all’adesione a un percorso di accompagnamento al lavoro e all’inclusione sociale che, in funzione delle caratteristiche del nucleo beneficiario, prevede la sottoscrizione della Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID) e del Patto per il lavoro presso il Centro per l’impiego, oppure del Patto per l’inclusione sociale presso i servizi sociali dei comuni.

Per quanto riguarda Bergamo, capofila dell’Ambito 1 comprendente anche i comuni di Orio al Serio, Gorle, Torre Boldone, Ponteranica e Sorisole, dall’inizio della misura ad oggi (dati aggiornati al 3 maggio 2021) sono pervenute 3030 richieste di RdC di cui 1928 seguite e prese in carico dal Centro per l’Impiego tramite i navigator, e 1102 dai Servizi sociali per la realizzazione del Patto di Inclusione Sociale.

Nell’Ambito, si registra un incremento di domande del 15% nel 2020 rispetto al 2019. Una percentuale destinata ad aumentare all’indomani della fine del blocco dei licenziamenti prevista nei prossimi mesi. Delle 3030, sono attualmente poco più di 200 le domande in fase di verifica di conformità dei dati rispetto a quanto richiesto dalla normativa, sia da parte dei Servizi sociali sia da parte dei CPI, e poco più di 100 quelle respinte. Il reddito percepito è mediamente di 300€ circa.

I richiedenti particolarmente fragili che non riescono a fornire indicazioni precise in merito al loro stato anagrafico, perché magari nel tempo si sono spostate più volte, fanno parte della grave marginalità ecc., vengono affiancati da una figura educativa che permette loro di recuperare le informazioni necessarie e di essere seguiti durante la procedura perché non perdano questa possibilità di sostegno e reinserimento.

Quando il controllo risulta positivo, si prosegue nella costruzione con il beneficiario e la famiglia del cosiddetto Patto per l’inclusione sociale che, sottoscritto dalla famiglia stessa, è finalizzato a supportare il processo di cambiamento e di attivare i componenti del nucleo alla sua realizzazione. Per tutti i 18 mesi previsti dalla normativa, o fino a quando il beneficio non decade o viene revocato, la famiglia può fare riferimento al Case Manager incaricato di seguirla.

Il Patto per l’inclusione sociale viene comunicato all’INPS tramite la piattaforma ministeriale GePI attraverso la quale gli operatori sono tenuti anche a comunicare la mancata sottoscrizione del Patto da parte dei nuclei familiari che, quindi, vedranno per la revoca del beneficio.

A Bergamo la gestione dei Patti per l’inclusione sociale avviene in forma associata con gli altri 5 comuni dell’Ambito. Tutti i Comuni si avvalgono di una equipe del RdC che opera in stretta connessione con i servizio sociali già presenti nei territori: servizio di tutela minori, il servizio per la disabilità, l’area adulti e l’area anziani, i servizi sociali comunali. Vi sono poi dei Patti per l’inclusione che vedono la stretta collaborazione e integrazione con i servizi specialisti quali CPS (Centro Psico Sociali), Ser.D (Servizi per la dipendenze da alcool, sostanze, ludopatia ecc), N.P.I (servizio di neuropsichiatria infantile).

Attualmente le situazioni che risultano in carico, o che verranno prese in carico a breve dall’equipe del RdC di Ambito, sono 586 sconosciute ai servizi sociali o che in passato hanno avuto brevi contatti con essi. In aggiunta a queste, a Bergamo ci sono 96 persone che risultano essere già seguite o conosciute dai servizi comunali, di cui 51 in carico all’area minori, 32 all’area adulti, le restanti all’area disabili e anziani.


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