Il sindaco Gori in Ucraina, gemellaggio tra le città di Bergamo e Bucha

La visita Il primo cittadino partirà martedì 21 giugno: «Le due città simbolo di eventi tragici». L’impegno alla solidarietà con il Cesvi.

Il sindaco Gori in Ucraina, gemellaggio tra le città di Bergamo e Bucha
La città di Bucha distrutta in Ucraina
(Foto di ansa)

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori sarà a Bucha, in Ucraina, dal pomeriggio di martedì 21 giugno per siglare un gemellaggio tra la due città - la prima assurta a simbolo di resistenza e rinascita dopo essere stata gravemente colpita dalla pandemia di Covid-19 nella primavera del 2020, e la seconda drammaticamente martoriata dalla violenza dell’occupazione russa nel marzo di quest’anno. Lo rende noto il Comune di Bergamo.

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Gori ha spiegato che la storia della città ucraina «ha colpito molto l’opinione pubblica italiana». «Impossibile per noi non ritrovarvi alcuni tratti in comune con la vicenda della nostra città, a sua volta, suo malgrado, divenuta simbolo di un altro evento tragico, quello della pandemia di Covid19 che a Bergamo, tra marzo e aprile del 2020, ha causato 700 vittime, e oltre 6.000 nella nostra provincia - ha osservato -. Per questo ho pensato di proporre una relazione speciale tra le nostre città, una relazione non solo simbolica, ma che si potesse riempire di cose e azioni concrete, come concreti sono stati gli aiuti che dall’Italia e dall’estero Bergamo ha ricevuto quando si è trovata in grande difficoltà».

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«Vado in Ucraina proprio per vedere di persona come i bergamaschi possano essere utili alla città ucraina - ha aggiunto -. Sarei felice se riuscissimo ad attivare una rete di collaborazione tra le due città, raccogliendo adesioni tra imprese industriali e artigiane, ma anche puntando sulla cultura».

«La proposta di gemellaggio - spiega il Comune di Bergamo - che mira a sostenere la popolazione della città ucraina nell’opera di ricostruzione, è stata accolta con entusiasmo dal sindaco Fedoruk e dal Consiglio comunale di Bucha, anche grazie alla collaborazione di Fondazione Cesvi, la ong bergamasca prima a entrare nel distretto e che a breve partirà con attività mirate (supporto psicosociale, ricostruzione di asili, attività ludico educative in un centro diurno) e uno staff dedicato per la ripartenza della città diventata l’emblema delle sofferenze patite dai civili ucraini per mano delle truppe russe».

L’iniziativa di Bergamo «ha avuto molta eco in Ucraina ed è stata indicata come esempio di collaborazione tra Italia e Ucraina anche dal premier Zelensky. Si tratta della prima iniziativa di questo genere da quando è scoppiata la guerra con la Russia - commenta l’Amministrazione comunale -: Bucha contava 53mila abitanti prima della guerra, 73mila considerando i 13 piccoli villaggi nei dintorni della città. Circa 147 edifici sono stati rasi al suolo in un mese di occupazione, periodo nel quale in città sono rimaste solo 3.500 persone, ben 456 cittadini sono stati uccisi dai soldati russi, ma molti risultano tuttora dispersi». «Non sappiamo quale destino possano aver avuto - ha commentato Fedoruk -: tanti ucraini sono stati infatti deportati, attraverso la Bielorussia, in Russia».

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