In città scatta l’ordinanza per risparmiare acqua: dall’irrigazione dei giardini al lavaggio delle auto, ecco tutti i divieti

Siccità Il Comune di Bergamo ha emesso il provvedimento facendo propri i suggerimenti di Uniacque per non sprecare acqua potabile. Innaffiatura dei giardini solo di notte e per non più di 60 minuti, stop al lavaggio di piazzali e veicoli privati, esclusi dal divieto gli autolavaggi. Niente riempimento di vasche da giardino e piscine private. Ecco cosa cambia.

In città scatta l’ordinanza per risparmiare acqua: dall’irrigazione dei giardini al lavaggio delle auto, ecco tutti i divieti

La società Uniacque, il servizio idrico integrato della provincia di Bergamo, ha individuato, vista la situazione di siccità che permane sul nostro territorio, diverse condizioni di rischio legate alla carenza di acqua: a queste, Uniacque ha ipotizzato diversi modelli di ordinanze e conseguenti misure di intervento. Il Comune di Bergamo si trova nell’area caratterizzata da un livello di rischio più basso, ma l’Amministrazione - si legge in una nota di Palazzo Frizzoni - ha ritenuto comunque utile adottare i provvedimenti suggeriti da Uniacque.

I divieti

L’ordinanza firmata nelle scorse ore dal sindaco Giorgio Gori (qui il testo completo in formato pdf) prevede il divieto di prelievo e di consumo di acqua potabile per:
l’irrigazione ed annaffiatura di giardini e prati che potrà avvenire esclusivamente nella fascia oraria dalle ore 22.00 alle ore 6.00 e per non più di 60 minuti;
il lavaggio di aree cortilizie e piazzali;
• il lavaggio di veicoli privati, ad esclusione di quello svolto dagli autolavaggi;

• il riempimento di fontane ornamentali, vasche da giardino, piscine private
.

Sistemi di recupero

La città, spiega il Comune di Bergamo, vanta sistemi di ricircolo per tutte le fontane a ornamento degli spazi pubblici, oltre a un sistema di depurazione delle acque che garantisce il recupero delle acque bianche e il loro ri-filtraggio.

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Sanzioni

Sono previste anche sanzioni amministrative per il mancato rispetto dell’ordinanza: in questo caso la norma riferimento è l’articolo 7 bis del D.Lgs. 267/2000 che prevede multe da 25 a 500 euro.

«Collaboriamo tutti»

Il Comune, si legge nell’ordinanza, invita la cittadinanza «ad un uso razionale e corretto dell’acqua potabile, riconoscendo la massima importanza della collaborazione attiva di tutti i cittadini».

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