Incubo Colonia, stretta della Merkel Una bergamasca: «Volavano bottiglie»

Incubo Colonia, stretta della Merkel
Una bergamasca: «Volavano bottiglie»

«Che incubo la notte di Capodanno a Colonia. Già verso le 22 quando siamo arrivati in piazza c’era brutta aria: tantissima gente, ma pochi tedeschi. Volavano bottiglie in continuazione». Comincia così il racconto di una giovane bergamasca reduce dalla notte folle.

Marta Piombi, trentatreenne avvocato, si trovava nella città tedesca assieme al fidanzato e ad alcuni amici per trascorrere qualche giorno di vacanza. Anche lei ha vissuto quelli destinati a passare alla storia come i «fatti Colonia» e anche lei l’ha scampata girando i tacchi. «Alloggiavamo in periferia – racconta – e attorno alle 22 ci siamo diretti verso il centro per festeggiare come normale in una zona più animata e divertente. Usciti dalla stazione, quella affacciata sulla piazza dove poi sono successi gli episodi incriminati, ci siamo subito accorti che qualcosa non girava per il verso giusto. Gremita da tantissima gente – pochissimi tedeschi, quasi tutti di colore o con tratti asiatici –, la stessa piazza era inavvicinabile. In più volavano bottiglie e scoppiavano in continuazione petardi. Insomma: tirava una brutta aria. Un’atmosfera davvero calda, troppo calda. Così abbiamo deciso di puntare al lungofiume dove comunque era tutto più tranquillo».

Nel frattempo il 9 gennaio è stata una giornata campale per la Germania, tra piazza e palazzo, dopo le aggressioni di massa delle donne a Colonia nella notte di Capodanno, le cui denunce sono nel frattempo salite a 379. Da un lato la tensione nella città renana, con due manifestazioni ufficiali annunciate e una terza improvvisata dalle femministe sulla scalinata del duomo, culminata con l’interruzione della polizia del corteo degli anti-islamici di Pegida per lancio di petardi contro le Forze dell’ordine. Dall’altro la drammatica «dichiarazione di Magonza» della Cdu, con l’annuncio di Angela Merkel della proposta di «togliere il diritto d’asilo, o il diritto alla procedura per ottenerlo, ai profughi che dovessero macchiarsi di reati, anche per quelli per i quali è prevista la sospensione condizionale».


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