Evadi il fisco? C’è il carcere Ecco quanti anni  si rischiano

Evadi il fisco? C’è il carcere
Ecco quanti anni si rischiano

Attenuati gli aumenti delle pene per dichiarazione infedele e per omessa dichiarazione, con previsioni più soft (sei mesi o un anno di carcere). Nessun ritocco all’innalzamento delle pene per altri reati. Per esempio: resta la lievitazione più dura, quella da un massimo di sei anni a uno di otto anni per la dichiarazione fraudolenta.

L’accordo di maggioranza sul carcere per i grandi evasori è arrivato in tempo utile per entrare nel decreto fiscale ed essere approvato in commissione Finanze della Camera. L’innalzamento complessivo delle pene resta, ma sarà meno consistente per i reati minori, quelli «occasionali», che non siano stati commessi con l’esplicita intenzione di frodare. Il compromesso dovrebbe mettere d’accordo il Movimento Cinque Stelle, che vorrebbe norme più rigide, e Italia Viva, che invece non vorrebbe alcun inasprimento. Ma gli industriali non sono per niente soddisfatti. Confindustria ha ribadito «profonda preoccupazione» e ha parlato di «approccio iper repressivo».

Il carcere era l’ultimo tema di scontro in maggioranza rimasto sul tavolo, dopo la soluzione dei giorni scorsi alla stretta sugli appalti e subappalti. In Aula, comunque, anche fra gli alleati, qualche screzio ci sarà. Un altro punto contestato del pacchetto Bilancio, che in settimana dovrebbe approdare alla Camera con il dl fisco, e al Senato con la manovra, è la norma che consente ai Comuni ad alta intensità turistica di alzare la tassa di soggiorno da 5 a un massimo di 10 euro. Dopo le proteste di Federalberghi e Federturismo, il governo ha precisato la portata del provvedimento. Il ministero per i Beni culturali ha spiegato che «riguarda pochissimi casi, come Firenze e Rimini», cioè Comuni capoluogo di provincia che «abbiano avuto presenze turistiche in numero venti volte superiore a quello dei residenti». Per Roma e Venezia, invece, era già previsto. L’aumento, ha spiegato il ministero, non sarà automatico, ma saranno i sindaci a deciderlo, «se lo riterranno» necessario. La ratio piace al sindaco di Firenze, Dario Nardella, perché «gli importi che derivano dalla tassa di soggiorno – ha spiegato – consentono di migliorare accoglienza e servizi di qualità, a vantaggio anche dei turisti».

Sul carcere la maggioranza ha trovato la quadra con un emendamento dei relatori. L’obiettivo è «non colpire con rigore eccessivo l’occasionale colpevole di delitti non caratterizzati da condotte fraudolente». Sono stati così attenuati gli aumenti delle pene per dichiarazione infedele e per omessa dichiarazione, con previsioni più soft sull’ordine di grandezza dei sei mesi o di un anno di carcere. Nessun ritocco all’innalzamento del carcere per altri reati. Per esempio: resta la lievitazione più dura, quella da un massimo di sei anni a uno di otto anni per la dichiarazione fraudolenta. Anche la confisca per sproporzione, che permette di «aggredire» beni che il condannato non potrebbe permettersi alla luce del suo reddito, è stata limitata ai casi in cui l’evasione fiscale sia «di entità rilevante», cioè «prossima, nella maggior parte delle fattispecie, a centomila euro».

L’emendamento estende anche la responsabilità amministrativa delle imprese, «salvo i reati meno gravi», con anche multe fino al milione di euro e il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione o l’esclusione da finanziamenti pubblici. Un emendamento del governo depositato in giornata autorizza per il 2019 «una spesa da 460 milioni per il finanziamento di investimenti infrastrutturali della rete ferroviaria nazionale».


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