Guerra in Ucraina, la raccolta «vola» a quota 233mila euro

«Un aiuto per l’Ucraina» Significativo balzo in avanti del «monte donazioni» in Bergamasca, Si allarga la platea dei sostenitori. Scaglia (Confindustria): «Doveroso partecipare, non ci tiriamo mai indietro. Mobiliteremo le nostre competenze».

Guerra in Ucraina, la raccolta «vola» a quota 233mila euro
Le truppe russe hanno completamente distrutto l’ospedale della città centrale a Izyum, nella regione di Kharkiv. Lo riporta il Kyiv Independent citando il sindaco della città, Volodymyr Matsokin, che su Facebook ha anche postato alcune foto che mostrano un’ala dell’edifico crollata.

Si amplia l’alleanza tra istituzioni ed enti della provincia nel segno della solidarietà al popolo ucraino colpito dalla guerra. La sottoscrizione «Un aiuto per l’Ucraina» promossa da Fondazione della Comunità Bergamasca, L’Eco di Bergamo e Caritas ha superato i 233mila euro: balzo in avanti significativo nelle ultime ore. La platea dei partner si allarga, coinvolgendo sempre più soggetti. Da questa settimana sono entrati fra i sostenitori Ascom Confcommercio, Bergamonews e Confindustria Bergamo . «Abbiamo ritenuto più che mai opportuno unirci all’iniziativa, condividendo il momento di grande emergenza che attraversa il popolo ucraino - dice il presidente di Confindustria, Stefano Scaglia -, anche nell’ottica di contribuire a fare sistema. La provincia di Bergamo ha già dimostrato di saper affrontare, unita, l’emergenza della pandemia e noi crediamo che oggi sia più che mai opportuno proseguire su questa strada, unendo le nostre forze per gestire questa nuova situazione emergenziale in maniera coordinata, organizzata e nel modo più efficace possibile».

Le donazioni

Ogni donazione sarà importante per dare un sostegno alle comunità che si stanno impegnando nel fornire accoglienza ai profughi. Il timore è che lo stato di emergenza possa durare a lungo: «Temo che non sarà questione di giorni o di settimane – prosegue Scaglia –: il livello di distruzione a cui stiamo assistendo che coinvolge l’intera nazione ucraina è tale che, anche nel momento in cui dovessero cessare le ostilità, ci sarà un’importante fase di ricostruzione, durante la quale i bisogni non mancheranno . L’emergenza sociale, umanitaria ed economica legata all’assistenza della popolazione proseguirà anche quando queste persone potranno far ritorno nelle loro case».

È significativo il fatto che un segnale così forte di solidarietà arrivi anche dalle aziende, che pure sono state colpite duramente in questi due anni di pandemia: «Gli imprenditori bergamaschi, i lavoratori e tutta la comunità delle imprese hanno una grande tradizione di solidarietà e di attenzione nei confronti degli altri – dice ancora il presidente di Confindustria –. E sono certo che tutti opereranno, per quanto possibile e anche di più, per fare fronte a questa crisi. L’impatto sociale, al momento imprevedibile, avrà conseguenze importanti, che aggraveranno la situazione già complessa delle nostre imprese, che oggi soffrono a causa dei rincari dell’energia e della difficoltà nel reperimento delle materie prime. Il momento è davvero difficile ed è importante che si operi tutti insieme, anche a livello istituzionale. Per quanto ci riguarda, daremo il nostro contributo in funzione delle esigenze che si presenteranno nel tempo, cercando di lavorare in coordinamento con tutti per essere il più efficaci possibile. Confindustria mobiliterà le competenze delle proprie imprese per non disperdere energie, a partire da quelle logistiche, che in questo momento sono più che mai importanti per far arrivare sul posto parte degli aiuti raccolti».

Come aderire

Contributi economici, dunque, ma non solo: in tema di accoglienza, il direttore della Caritas diocesana, don Roberto Trussardi, ha ricordato che tutti coloro che vogliono aiutare in altro modo o mettere a disposizione un appartamento, possono inviare una mail a: [email protected] .

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