La vigilia il Vescovo in Cattedrale alle 20 Il programma delle Messe natalizie
La Natività allestita al Cimitero monumentale di Bergamo (Foto by Yuri Colleoni)

La vigilia il Vescovo in Cattedrale alle 20
Il programma delle Messe natalizie

Anticipata la solenne concelebrazione natalizia di mezzanotte per le norme anti Covid. Il 26 dicembre la liturgia sarà in Duomo alle 10,30. Il 31 dicembre alle 18 Messa e Te Deum (diretta su Bergamo Tv).

Stiamo per entrare nel tempo liturgico forte del Natale, che fa memoria della nascita di Gesù Cristo, Salvatore del mondo, di tutti i popoli e di tutte le genti. Quest’anno, a causa del protrarsi delle restrizioni anticovid, le Messe in Cattedrale subiranno alcuni spostamenti negli orari rispetto alla tradizione consolidata. Infatti, vigilia di Natale, la solenne Concelebrazione eucaristica nella notte, quella popolarmente nota come Messa di mezzanotte, si terrà alle 20 e sarà presieduta dal vescovo Francesco Beschi.

Venerdì 25 dicembre, solennità del Natale, sempre in Cattedrale, il vescovo presiederà la Concelebrazione eucaristica alle 10,30. Prima della benedizione solenne, il vescovo porgerà i suoi auguri natalizi a tutta la diocesi e alla società bergamasca, che quest’anno è stata colpita in modo drammatico dalla pandemia. Alle 17 monsignor Beschi presiederà i Vespri solenni di Natale.

Giovedì 31 dicembre, San Silvestro, e ultimo giorno dell’anno, alle 18, in Cattedrale, il vescovo Beschi presiederà la Messa solenne di ringraziamento per l’anno trascorso (diretta su Bergamo Tv) , durante la quale l’assemblea intonerà l’antico canto solenne del «Te Deum».

Venerdì 1° gennaio, Capodanno, ricorre la solennità di Maria Madre di Dio, che coincide con la 54ª Giornata mondiale della pace, istituita nel 1968 da papa Paolo VI, che quest’anno ha come tema, scelto da Papa Francesco, «La cultura della cura come percorso di pace». Alle 18 in Cattedrale, il vescovo Beschi presiederà la Messa solenne. Nel suo messaggio, Papa Francesco ricorda come l’anno 2020 sia stato segnato «dalla grande crisi sanitaria del Covid-19, trasformatasi in un fenomeno multisettoriale e globale, aggravando crisi tra loro fortemente interrelate, come quelle climatica, alimentare, economica e migratoria, e provocando pesanti sofferenze e disagi». Riprendendo il tema della cura, Papa Francesco sottolinea che Dio Padre Creatore è «origine della vocazione umana alla cura», aggiungendo che la cura è una delle caratteristiche del ministero di Gesù Cristo sulla Terra e deve esserlo anche per i cristiani. Papa Francesco ricorda che «la cura» diviene «promozione della dignità della persona e del bene comune» e si esprime concretamente nella solidarietà, della salvaguardia del creato e nel cercare una «bussola per una rotta comune», concludendo che non si potrà mai costruire la pace «senza la cultura della cura».

Mercoledì 6 gennaio è la solennità dell’Epifania, che fa memoria della visita dei Re Magi al Bimbo di Betlemme, ma soprattutto celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù Cristo all’intera umanità. Alle 10,30 in Cattedrale, il vescovo presiederà una solenne Concelebrazione eucaristica, mentre alle 17 presiederà il canto dei Vespri. Della visita dei Re Magi, che dall’Oriente giunsero a Betlemme guidati da una stella, parla soltanto il Vangelo di Matteo. Essi recarono tre doni, ricchi di significato simbolico, che fanno riferimento alla duplice natura umana e divina di Cristo: l’oro (segno della regalità), l’incenso (adorazione della sua divinità), la mirra (pianta medicinale, che rimanda alla resurrezione dopo la morte redentrice in croce).


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