L’ex Principe di Napoli torna a rivivere Con il Gruppo Ferretti ecco cosa diventerà
La facciata esterna dell’ex Principe di Napoli, in via Pignolo a Bergamo

L’ex Principe di Napoli torna a rivivere
Con il Gruppo Ferretti ecco cosa diventerà

Dal Parco Ovest al Principe di Napoli. Come standard aggiuntivo il Comune di Bergamo ha chiesto al Gruppo Ferretti di recuperare il Principe di Napoli di via Pignolo, in centro a Bergamo. Un progetto che richiederà un investimento di 3 milioni di euro.

«Il progetto che avvieremo in via Pignolo si rifà all’esperienza di Cascina Cuccagna a Milano, un vecchio immobile che ha fatto la storia della città proprio come il nostro ex Principe di Napoli, in via Pignolo - ha spiegato l’assessore alla riqualificazione urbana Francesco Valesini - Prevista un’area commerciale al piano terra con anche un bar e ristorante all’interno, al primo piano residenze con un progetto di housing sociale innovativo e sono previste anche le sedi di alcune associazioni». I tempi previsti? Ne 2021 sarà utile solo per l’iter burocratico, dal 2022 si partirà con il cantiere del Gruppo Ferretti» ha continuato Valesini. Cinque gli anni del cantiere per Parco Ovest 2 durante i quali saranno effettuati i lavori anche in via Pignolo a Bergamo.

«Saluto con grande favore la disponibilità di Ferretti Casa di intervenire nella cornice dello sviluppo del Parco Ovest 2 a farsi carico della riqualificazione dell’ex Principe di Napoli oltre che degli standard urbanistici» ha commentato il sindaco Giorgio Gori.

Il Gruppo Ferretti, proprietario delle aree dell’Ambito di trasformazione Parco Ovest 2, ha infatti manifestato all’amministrazione comunale la volontà di presentare entro 90 giorni un piano attuativo conforme(che sarà quindi approvato solo dalla Giunta comunale così come previsto dalla legge regionale 12/2005) ai contenuti della scheda del Documento di Piano del PGT Vigente. «In aggiunta agli oneri urbanistici generati dall’operazione, l’operatore si è dichiarato disponibile a riconoscere uno standard aggiuntivo quale quello di procedere alla riqualificazione dell’edificio di proprietà comunale denominato Ex Principe di Napoli, secondo le indicazioni contenute nello studio di fattibilità che verrà redatto dalla stessa amministrazione comunale» spiegano da Palazzo Frizozni.

«La futura gestione dell’immobile rimarrà interamente di proprietà comunale» sottolinea Valesini.

L’ex Principe di Napoli
L’immobile è all’interno del tessuto urbano compatto di impianto medioevale del borgo storico di Pignolo, lungo una delle direttrici di radicamento e risalita verso la città storica antica del nucleo fortificato di Città Alta, attraverso la via Pignolo e la porta S. Agostino, accesso sud-est al viale delle Mura venete. Il tessuto di appartenenza è caratterizzato da edifici di rilievo architettonico e storico-testimoniale, con fronti edilizi a cortina continua lungo strada, che affacciano su una viabilità con limitato traffico veicolare, per lo più ̀legato alla presenza di funzioni residenziali, attività commerciali di vendita al dettaglio e pubblici esercizi. La zona è individuata come Zona a Traffico Limitato e il contesto urbano di via Pignolo è particolarmente centrale e pregiato, anche e soprattutto in relazione ai caratteri storici di pregio che connotano la varietà̀ tipologica ed architettonica degli immobili esistenti anche nella via Tasso.
«Il Palazzo dell’ex Principe di Napoli appare come unità edilizia complessa, caratterizzata dalla sequenza articolata di pieni e vuoti, in un susseguirsi di ambienti connotatati da elementi architettonici e decorativi di pregio; di proprietà̀ comunale e utilizzato in passato con funzione di asilo infantile, si presenta oggi in evidente stato di degrado.Il lotto propone una sequenza ordinata e complessa di alternarsi di corpi edilizi realizzate in diverse epoche, che costituiscono una magnifica sezione storica e morfologica dell’origine e del successivo sviluppo storico di questo importante “pezzo” della città, espresso nelle successive addizioni realizzate verso l’interno del lotto. I corpi degli edifici si articolano intorno a spazi aperti di grande significato per le capacità pubbliche e le potenzialità di raccordo ed integrazione rispetto al sistema della residenza, funzione prevalente del tessuto, benchè́ fortemente compenetrata con funzioni commerciali e terziarie ad essa correlate (uffici, studi professionali, negozi e pubblici esercizi)» spiegano dal Comune di Bergamo in una relazione tecnica presentata. «L’insieme degli edifici che costituiscono l’ambito di intervento, appartenenti ad epoche diverse, si presenta con una ricca articolazione a costituire un unico organismo che concentra tra pieni e vuoti la ricchezza dell’abitare e delle funzioni urbane che tradizionalmente fanno da supporto e integrazione».

Come è formato
Quattro i fabbricati e tre le corti interne, il tutto con caratteristiche architettoniche differenti, dovute a diverse epoche di costruzione, nonchè́ a varie destinazioni d’uso e numero di piani. I due edifici che costituiscono la prima corte, dotati di bellissimi loggiati, sono disposti su tre piani fuori terra più̀ sottotetto e sono attualmente adibiti ad abitazioni abbandonate, mentre nella parte al piano terra, prospiciente la via Pignolo, sono presenti due negozi, anch’essi sfitti. L’edifico quindi ad oggi è completamente vuoto. Per quanto riguarda la seconda corte, questa è delimitata dalla seconda parte del corpo di fabbrica centrale, disposto su due livelli, una volta adibiti ad abitazione al piano primo (ora in stato di abbandono) mentre al piano terra sono presenti locali adibiti a deposito. Gli ultimi corpi di fabbrica, sono costituiti per l’appunto da due fabbricati disposti entrambi su due livelli, che vanno a formare l’ultimo cortile che è chiuso all’estremità̀ da un muro di cinta confinante con una proprietà̀ privata.


© RIPRODUZIONE RISERVATA