Mercato libero energia, attenzione: «Sempre più telefonate truffa»

Mercato libero energia, attenzione:
«Sempre più telefonate truffa»

Anche durante le feste di fine anno continuano, da parte di call center più o meno aggressivi e corretti, le telefonate per il passaggio al mercato libero dell’energia.

L’ennesima segnalazione arriva da Adiconsum che raccoglie le denunce dei cittadini: «Una improbabile operatrice, con chiaro accento straniero, comunicava che, dal primo gennaio prossimo, l’Enel non avrebbe più potuto applicare i canoni agevolati, di cui fino ad oggi avevo beneficiato: si trovava quindi obbligata ad imporre nuovi canoni sui consumi gas e luce con un aumento del 30%. Ho provveduto ad informare tempestivamente la società Enel, che mi ha risposto che non vengono mai rilasciate richieste telefoniche di alcun genere e che, conseguentemente, avrei dovuto io stesso provvedere alla denuncia di tale richiesta».

«Fortunatamente - dice Mina Busi, presidente di ADICONSUM Bergamo - il nostro utente ha fatto la cosa giusta telefonando direttamente alla Società. Non mancano altre segnalazioni con operatori che si spacciano per il nostro gestore inducendo in errore, e spesso le persone ci cascano.

Anche in questo caso raccomandiamo di non rilasciare alcun dato, perché il consenso telefonico vale come sottoscrizione del contratto. È sempre bene farsi dare le referenze di chi chiama, perché questo serve anche per far valere il diritto di recesso altrimenti non si sa a chi indirizzare la raccomandata».

Il passaggio al Mercato Libero oggetto delle telefonate dovrebbe scattare dal luglio 2020, e non prima, e il condizionale è d’obbligo. Infatti, è di questi giorni la volontà di confermare la «Maggior Tutela» da parte di Parlamento, Consiglio e Commissione Europea, in particolare per i clienti vulnerabili, addirittura spostando per queste categorie al 2026 il processo di switching.

Gli Stati Membri possono mantenere prezzi regolati non solo per i clienti vulnerabili, ma anche per i clienti domestici e per le piccole imprese, avendo però cura di mantenere al minimo l’impatto sul mercato.

Le nuove misure proposte, prevedono necessariamente una verifica a livello europeo dell’evoluzione del mercato dell’energia (dal 2022 al 2025).

“È evidente - conclude Busi - che la materia dovrà essere oggetto di un’attenta valutazione anche nel nostro Paese per tutelare in maniera adeguata in primis i consumatori rispetto ad un’evoluzione che ad oggi assume ancora contorni non troppo chiari”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA