Multe, la Provincia bussa ai Comuni:
«Gli incassi per sistemare le strade»

La legge prevede che il 50% delle sanzioni vada all’ente proprietario dell’arteria. Ma non c’è il decreto. Rossi: «Non lasciamo i soldi in frigo, stringiamo patti per le manutenzioni».

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La metà dei proventi per le sanzioni da eccesso di velocità sono destinate all’ente proprietario dell’infrastruttura. Ciò significa che i Comuni, se affibbiano multe a chi corre troppo sulle provinciali, dovrebbero poi far avere a Via Tasso la metà degli introiti. Ma il decreto attuativo che spieghi le modalità di questo passaggio non è mai stato emanato.

Il risultato è che i soldi restano «in frigorifero», sostiene il presidente della Provincia Matteo Rossi, impossibili da spendere sia per i Comuni - che certo non navigano nell’oro - sia per Via Tasso, mentre avrebbero potuto (e dovuto: lo prevede la legge) essere utilizzati per garantire manutenzioni e sicurezza stradale.

Così, dopo appelli a più riprese perché arrivasse il decreto sblocca-fondi, la Provincia ora cerca una soluzione «fatta in casa» dialogando direttamente con i Comuni. Nei giorni scorsi le lettere sono partite per tutti i sindaci orobici. La missiva chiede per prima cosa ai Comuni di far sapere, entro fine marzo, a quanto ammonta la quota di competenza della Provincia a partire dal 2010: considerato che si parla di diversi anni di arretrati, ne potrebbe emergere un «tesoretto» cospicuo.

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