«Nessuno ci restituirà Anass» L’abbraccio degli amici ai genitori
Anass Bzi aveva 19 anni, è morto in un incidente sul lavoro dopo una settimana di ospedale

«Nessuno ci restituirà Anass»
L’abbraccio degli amici ai genitori

Gli amici del diciannovenne morto al quinto giorno di lavoro sono stati con la famiglia del ragazzo fino a tarda notte: «Hanno voluto vedere la sua stanza».

Nella palazzina condominiale di via Don Frosio Roncalli a Calusco d’Adda arrivano numerose persone, in special modo marocchini conoscenti della famiglia Bzi. Arrivano da tutta la Bergamasca, ma anche dalla provincia di Brescia e dai comuni milanesi a porgere le condoglianze ai genitori e fratelli di Anass.

Il diciannovenne si è spento giovedi notte nell’ospedale Villa Scassi di Genova a causa delle gravissime ferite riportate nell’infortunio sul lavoro venerdi 17 luglio, quando in una fase di lavoro nella ristrutturazione di una villetta situata a Longuelo, uno scoppio ha investito Anass e un altro operaio . Sono apparse subito gravissime le condizioni del 19enne che è stato ricoverato prima all’ospedale al Papa Giovanni, ma in giornata trasferito nella struttura specializzata Centro grandi ustioni Villa Scassi, a Genova. I medici hanno fatto tutto il possibile per tenere in vita il giovane, che purtroppo a causa delle gravi ustioni di terzo grado è morto lasciando nel dolore il papà Leasen, la mamma Fatima, la sorella ventiduenne Wisshal e il fratello Amin, di 15 anni. Venerdì la famiglia, insieme ad alcuni parenti, ha raggiunto l’ospedale di Genova .

«Si era diplomato in meccanotronica al Betty Ambiveri di Presezzo, poi ha cercato subito lavoro e lo ha trovato a Calusco – ha raccontato tra le lacrime la mamma Fatima –. Dopo cinque giorni di lavoro ha trovato la morte». È molto provata la mamma e le amiche cercano di rincuorarla e dargli un po’ di sollievo. Ma lei ripete: «Non lo rivedrò più». Vicino a lei il marito Leasen che racconta la sua storia di immigrazione: «Sono venuto in Italia nel 2001 e poi nel 2005 sono riuscito a portare tutta la mia famiglia, che ora affronta questa disgrazia. Per fortuna non siamo soli: ieri sera (venerdì, ndr) un trentina di ragazzi, soprattutto i compagni di scuola, sono rimasti da noi fino alle 2 e hanno voluto vedere la stanza di Anass. La salma è nella camera mortuaria dell’ospedale di Genova, ci hanno riferito che è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Abbiamo deciso che porteremo la salma a casa nostra, a Casablanca, dove vivono i suoi nonni e tanti parenti ed amici, dove si svolgerà il funerale e la salma verrà tumulata nel nostro cimitero. Il sindaco di Calusco d’Adda Michele Pellegrini ha saputo ieri mattina della morte del giovane concittadino Anass: «Siamo venuti a conoscenza della morte di questo ragazzo per un grave infortunio sul lavoro – dice –. Sono fatti che nel 2020 non dovrebbero succedere se venissero applicate tutte le precauzioni previste dalle normative in materia di prevenzione di infortuni sul lavoro. Come sindaco, ma anche a nome dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità caluschese, esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia per la perdita del giovane figlio Anass»». Un messaggio alla famiglia anche da don Ivan Giupponi, direttore dell’oratorio di Calusco che dice: «Nel cuore tanta tristezza per ciò che è accaduto per una vita giovane che ci lascia. Questa è la tristezza mia della comunità cristiana e di tutta la comunità caluschese. Siamo vicini con il parroco don Santino Nicoli con la preghiera e con tutti i ragazzi e i giovani, alla famiglia che sta vivendo un grande dolore per la perdita improvvisa del loro caro figlio Anass».


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