Ospedale, materasso sotto la lente del pm    Mistero accendino: non si trova
La camera dove è divampato un rogo

Ospedale, materasso sotto la lente del pm
Mistero accendino: non si trova

È ignifugo come le lenzuola: perché allora le fiamme si sono sprigionate così velocemente? Alla vittima già sequestrato un accendino.

L’accendino che avrebbe innescato l’incendio costato la vita alla diciannovenne ricoverata nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Papa Giovanni non è ancora stato trovato. Completamente distrutto dalle fiamme che hanno devastato la stanza? O non è mai esistito? Perché nessuno ha potuto vedere armeggiare la ragazza con quell’arnese. Eppure, la ricostruzione per ora preponderante è abbastanza chiara: la giovane, che era nel suo letto sedata e contenuta con appositi lacci, sarebbe riuscita a utilizzare l’accendino, vietatissimo in quel reparto (i pazienti possono fumare solo in uno spazio dedicato e le sigarette sono gestite dal personale) ma che era riuscita a nascondere nelle parti intime, per appiccare il fuoco a lenzuola e materasso.

Perché si parla di gesto inconsulto della diciannovenne? Perché alle 9,30 di martedì, mezz’ora prima del rogo, la paziente aveva già tentato il suicidio cercando di impiccarsi con la maglietta che indossava. E perché squadra mobile della questura e vigili del fuoco stanno cercando proprio un accendino come strumento d’innesco? Perché il giorno precedente alla vittima ne era stato sequestrato uno mentre provava a introdurlo in camera, episodio che gli investigatori ora leggono come un altro tentativo della paziente di dar corso ai propri propositi ferali, e proprio con l’identica dinamica che l’indomani l’avrebbe portata alla morte.


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