Palazzo Frizzoni lancia il telelavoro All’Anagrafe la prima sperimentazione

Palazzo Frizzoni lancia il telelavoro
All’Anagrafe la prima sperimentazione

Al totem della biblioteca «Pelandi» di via Corridoni il dipendente risponderà direttamente da casa. Presto sarà possibile anche all’Auchan. E il Comune aderisce alla terza Giornata del Lavoro agile che si terrà il 18 febbraio 2016

Palazzo Frizzoni lancia il telelavoro. I primi dipendenti comunali a sperimentarlo saranno quelli dell’ufficio Anagrafe, in particolare dello «sportello» allestito alla biblioteca «Pelandi» di via Corridoni, dove a dicembre è stato inaugurato il totem. Qui con un semplice clic il cittadino può già richiedere all’operatrice che compare in video un certificato che viene stampato in pochi minuti. Lo stesso, presto, si potrà fare anche all’Auchan dove verrà messo un secondo totem. «Alla Pelandi attiveremo la modalità del telelavoro nell’orario della pausa pranzo, all’Auchan dovrebbe essere per tutta la giornata, fino alla chiusura del supermercato. Stiamo aspettando il via libera della direzione dell’Auchan a Roma» afferma l’assessore ai Servizi demografici Giacomo Angeloni.

Giovedì 28 gennaio la Giunta comunale ha dato l’ok al regolamento per la gestione del telelavoro. Nella consueta conferenza stampa Angeloni e il vicesindaco Sergio Gandi hanno annunciato che il Comune di Bergamo aderirà alla terza «Giornata del Lavoro agile», promossa dal Comune di Milano per il 18 febbraio 2016. «Alla prima giornata hanno aderito 13 dipendenti del nostro Comune, alla seconda 36 – spiega Gandi –. È stato dimostrato che gli smart-workers lavorano di più, oltre a risparmiare tempo per gli spostamenti casa-posto di lavoro».

La Giunta ha approvato anche l’affidamento alla Fondazione Carisma del centro diurno anziani al Villaggio degli Sposi che verrà inaugurato il 12 marzo 2016. Il centro – il primo di questa tipologia in città – sarà attivo tutti i giorni dalle 8,30 alle 17 per offrire assistenza a persone anziane, over 65. Costerà 28 euro al giorno. «Fornirà tutta l’assistenza di carattere sanitario e si avvarrà anche della collaborazione della rete sociale del quartiere» sottolinea l’assessore ai Servizi sociali Maria Carla Marchesi. Il collega ai Lavori pubblici Marco Brembilla ripercorre le traversie del cantiere, i cinque anni di ritardo: «Quando siamo arrivati ci siamo trovati un edificio non ultimato, l’impresa non aveva finito i lavori ed alcuni erano stati eseguiti male. Abbiamo dovuto riappaltarli e ora finalmente possiamo aprire il centro diurno anziani alla città».


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