Più bus e orari estesi  per il rientro in classe

Più bus e orari estesi
per il rientro in classe

Agenzia del trasporto e aziende lavorano sulle tabelle di marcia Grassi: al mattino corse da raddoppiare. Qualche disagio da mettere in conto .

Tanto rumore sui banchi monoposto, ma come arrivarci? Il nodo dei trasporti, infatti, è uno dei principali da sciogliere, in vista della ripresa della scuola dal 14 settembre. Agenzia e aziende del trasporto pubblico locale sono alle prese con il rompicapo del nuovo orario invernale, da far tornare in base agli ingressi e uscite scaglionati che gli istituti superiori adotteranno col nuovo anno scolastico per evitare gli assembramenti.

Il potenziamento

Al tavolo voluto dalla Prefettura con tutte le parti in causa per riorganizzare il rientro in classe, infatti, si è stabilito che l’ingresso sarà alle 8 e alle 10 (con studenti equamente distribuiti) e l’uscita alle 13 e alle 14, con alcuni plessi (pochi in verità) che stanno valutando anche le 12 e le 15. Va da sè che anche le corse degli autobus dovranno essere potenziate in queste fasce orarie più estese, non senza difficoltà, considerando che l’80% dei 55.330 studenti (tra scuole superiori statali, paritarie e centri di formazione professionale) tornerà in aula (si stima che un 20%, a rotazione, continuerà la didattica a distanza) con mezzi che molto probabilmente (dipende dal balletto di ordinanze in corso sulle regole anti Covid) non viaggeranno ancora a piena capacità.

La Regione, con l’ordinanza in vigore da ieri, permette infatti di occupare il 100% dei posti a sedere e il 50% di quelli in piedi per gli urbani (il 25% in piedi per gli extraurbani), sempre con l’obbligo di mascherina. In pratica porta la capacità dall’attuale 60% al 70-80%. Per ora, però, è valida solo fino al 10 settembre, prima del suono della campanella. E salvo nuovi correttivi, visto che ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha ribadito la necessità del distanziamento. «Ci sarà una rivoluzione degli orari – annuncia intanto Emilio Grassi, direttore dell’Agenzia Tpl Bergamo – e non sarà facile. Quelli dell’anno scorso erano il risultato di continue tarature, ora bisogna riscrivere tutte le tabelle di marcia, mirate sui nuovi orari di ingresso e di uscita delle scuole». Il che significa, soprattutto la mattina, potenziare la frequenza fino all’orario d’ingresso delle 10, con costi aggiuntivi, soprattutto sulle tratte extraurbane. L’offerta del mattino, infatti, va quasi raddoppiata e potenziate le uscite del pomeriggio.

«Abbiamo scelto, d’accordo con il Cda e i soci dell’Agenzia, di fare il servizio che serve e poi di pensare ai costi. Una strada pesante, dal punto di vista organizzativo e dell’investimento, ma doverosa in questo periodo di emergenza», spiega Grassi. Senza ricadute sulle tasche sui cittadini, almeno per il momento. «Non sono previsti aumenti dei biglietti; di solito i rincari arrivano tra luglio e agosto ma per il momento la Regione non ha ancora indicato aumenti tariffari», conferma il direttore generale di Atb Gianni Scarfone, assicurando che l’azienda è pronta per affrontare la sfida autunnale. «Il Bilancio 2020 risentirà dei minori introiti dovuti al lockdown – fa il punto –, ma saremo in grado di mettere in pista un numero sufficiente di corse, sia per portare a scuola sia per portare a casa gli studenti. Ci stiamo organizzando per intensificare il servizio per il trasporto scolastico, in base ai nuovi orari di ingresso e di uscita».

Ingressi alle 8 e alle 10

In pratica Atb manterrà la frequenza degli orari di punta (10-15 minuti massimo) non solo per l’ingresso tradizionale delle 8, ma anche per quello delle 10. «Non tutte le corse saranno a uso esclusivo degli studenti», precisa Scarfone, che però non scarta del tutto l’ipotesi, almeno nella fase iniziale, di alcuni viaggi dedicati. Anche Roberto Salerno, direttore d’esercizio di Sab (gruppo Arriva), conferma che l’orario è in fase di programmazione: «Siamo un po’ in ritardo, di solito in questo periodo è già pronto, ma la situazione è particolare». Ammette che per le tratte extraurbane, essendo più lunghe, ci sono maggiori difficoltà: «Abbiamo 250 autobus in giro ma in alcuni casi sarà necessario che lo stesso mezzo faccia il trasporto delle 8 e delle 10, andando e venendo dal capolinea, ma essendoci due ore di distanza c’è la possibilità di “ribattuta”». N

on sono ancora stati quantificati i chilometri in più necessari, con relativo personale, «ma stiamo lavorando per risolvere i problemi», assicura Salerno. Di sicuro sarà una prova del fuoco per tutti. Lo è a ogni inizio di anno scolastico in condizioni normali, figuriamoci adesso. Per questo l’invito è ad avere pazienza. «Siamo di fronte a una revisione totale delle corse. Ci sarà qualche “disagio di gioventù”, perché sarà un debutto complessivo», fa presente Grassi. «Bisogna mettere in conto che ci sarà qualche problema di adattamento iniziale. Ci sarà un monitoraggio costante per aggiustare il tiro se ce ne sarà bisogno», aggiunge Scarfone. Si continuerà a viaggiare con l’obbligo di indossare la mascherina. L’ordinanza firmata dal governatore della Lombardia Attilio Fontana (in vigore fino al 10 settembre) porta al 70-80% la capacità. Una notizia che fa ben sperare le aziende che viaggiavano fin qui a ranghi ridotti (tra il 40 e il 60% della capacità). Salvo dietrofront, in base all’evoluzione dell’emergenza sanitaria.


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