Caso Yara, sentenza non prima delle 20 Bossetti: «Non sono un assassino»
L’arrivo di Massimo Bossetti in tribunale

Caso Yara, sentenza non prima delle 20
Bossetti: «Non sono un assassino»

Condanna o assoluzione. È il giorno della sentenza per Massimo Bossetti, accusato dell’omicidio della piccola Yara Gambirasio. Al termine dell’udienza finale, la 45° di questo lungo processo, verrà pronunciato il verdetto.

In mattinata, come annunciato nei giorni scorsi, Bossetti ha preso parola per le dichiarazioni spontanee. Ha cercato di convincere la Corte d’Assise presieduta da Antonella Bertoja (a latere Ilaria Sanesi e 6 giudici popolari, più un supplente) della sua innocenza, che va sostenendo dall’inizio del processo e, ancor prima, dalla data del suo fermo come presunto autore del delitto (era il 16 giugno 2014). «Massimo parlerà con il cuore», ha detto l’avvocato Salvagni, specificando di non aver «in alcun modo influito sulle sue dichiarazioni, che ha messo per iscritto in questi giorni e leggerà alla Corte, per non rischiare di farsi prendere dall’emozione e perdere il filo del discorso». L’Eco di Bergamo segue l’udienza, come sempre, in diretta.

Ore 11 - La camera di consiglio è riunita.

Ore 10.25 - L’assedio dei giornalisti a Marita Comi fuori dal tribunale di Bergamo.

Ore 10.16 - L’avvocato Salvagni: «Il passaggio sul dna è molto importante. Bossetti dice: sarei un pazzo, se fossi l’assassino, a richiedere nuovamente la prova. Già oggi dei dubbi ci sono».

Ore 10.04 - La Corte si riunisce in camera di consiglio.

Ore 9.59 - La sentenza per Massimo Bossetti è attesa non prima delle 20.

Ore 9.58 - «È impossibile, molto difficile assolvere Massimo Bossetti, ma se mi condannerete sarà il più grave errore del secolo». Bossetti ha concluso il suo intervento ringraziando i giudici «per l’attenzione e la pazienza».

Qui l’articolo con tutte le sue dichiarazioni

Ore 9.55 - «Ancora oggi vi supplico, vi imploro, datemi la possibilità di fare questa verifica, ripetete l’esame sul Dna, perché quel Dna trovato non è il mio. Se fossi l’assassino sarei un pazzo a dirvi di rifarlo».

Ore 9.52 - «Sarò uno stupido, sarò un cretino, sarò un ignorantone ma non sono un assassino: questo deve essere chiaro a tutti». «Quello che mi viene attribuito - ha proseguito - è vergognoso, molto vergognoso».

Ore 9.20 - «Non vedevo il momento di poter parlare - ha detto Bossetti rivolto ai giudici della Corte d’Assise di Bergamo - non vedevo l’ora di potervi guardare negli occhi per spiegarvi che persona sono, che non è quella che è stata descritta da tanti in quest’aula». Bossetti, che indossa una polo azzurra e jeans e parla dal banco, accanto ai suoi avvocati, con voce rotta dall’emozione e leggendo un testo (”per non perdermi”) ha quindi ribadito: «Non sono un assassino».

Ore 9.39 - Massimo Bossetti inizia a rilasciare le sue dichiarazioni spontanee alla Corte.

Ore 9.05 - Arriva in via Borfuro l’avvocato Enrico Pelillo che rappresenta la famiglia di Yara Gambirasio.

Ore 8.45 - In tribunale è arrivata anche la moglie di Massimo Bossetti, Marita Comi. La donna è sempre rimasta vicino a suo marito durante tutto il lungo processo.

Ore 8.40 - L’arrivo di Massimo Bossetti in tribunale. Durante la mattinata rilascerà dichiarazioni spontanee annunciate nei giorni scorsi dai suoi legali.

Ore 8.00 - Code all’ingresso del tribunale per assistere all’ultima udienza del processo. Fin dalle prime ore del mattino tante persone hanno atteso di entrare in tribunale.

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