Referendum, la macchina non si ferma  Ma c’è già chi chiede di farlo slittare

Referendum, la macchina non si ferma
Ma c’è già chi chiede di farlo slittare

Palazzo Frizzoni Il Comune si dota di altri 50 tablet a noleggio. Costituito l’ufficio elettorale Dal Comitato del No è già stata però avanzata la richiesta di posticipare la consultazione.

Nuovi tablet al servizio dell’ elettorato: cinquanta dispositivi elettronici stanno facendo il loro ingresso in Comune e a breve saranno forniti ai presidenti di seggio per il referendum popolare del 29 marzo.

La macchina elettorale di Palafrizzoni in vista del referendum del 29 marzo sul taglio dei parlamentari non si ferma. E questo, nonostante le difficoltà legate al coronavirus, in un momento in cui, proprio le limitazioni introdotte nelle ultime settimane, sembrerebbero mettere a rischio la stessa consultazione. Il costituzionalista Massimo Villone, tanto per citare un esempio, nei giorni scorsi si è rivolto direttamente al premier Conte ponendo la questione di un eventuale slittamento del referendum, dato che il 29 marzo sarebbe troppo vicino perché i cittadini chiamati alle urne per approvare o respingere il taglio dei parlamentari (dagli attuali 945 ai 600, 400 alla Camera e 200 al Senato) possano informarsi: molte iniziative della campagna elettorale infatti sono già state rinviate per evitare assembramenti come da ordinanza anti-Coronavirus e, secondo Villone, le scuole ancora chiuse difficilmente potranno ospitare persone in coda alle urne tra poco più di tre settimane.

A caldeggiare questa ipotesi anche il senatore Tommaso Nannicini e il Comitato per il No, la cui campagna elettorale sarebbe dovuta partire proprio a fine febbraio.

Insomma, le difficoltà non mancano, anche se per il momento, dicevamo, Palazzo Frizzoni tira dritto. Nei giorni scorsi, è così arrivata la delibera con cui il Comune ha stanziato 8 mila euro per noleggiare 50 tablet, che si aggiungeranno ai 100 già a disposizione: «Di questi 100 - spiega l’ assessore all’ Innovazione Giacomo Angeloni - la metà vengono utilizzati da consiglieri e assessori durante i consigli comunali quindi volendo riattivare per il referendum quanto sperimentato con successo alle ultime europee e amministrative, abbiamo noleggiato altri 50 tablet». Niente più fonogrammi, fogli di carta o chiamate telefoniche quindi, si continua sulla strada già ben tracciata della digitalizzazione: «Non c’ è paragone tra i due metodi, alle Regionali ogni presidente di urna doveva compilare a mano i risultati rischiando errori di trascrizione sui fogli o nella lettura dei dati via telefono al cervellone del Comune e bisognava aspettare 3 giorni per i risultati - ricorda Angeloni - ora invece ognuno ha il proprio tablet con un software di cui il Comune dotato negli anni scorsi dove inserire i dati senza possibilità di errore». La convenzione Consip «Telefonia mobile 7», già in essere con il fornitore Telecom Italia, è stata stipulata attraverso la piattaforma d’ acquisto per le pubbliche amministrazioni, prevede una spesa complessiva di 8 mila euro e sarà valida fino al 16 giugno: «Abbiamo deciso di non acquistare i tablet ma di noleggiarli perché questi strumenti informatici dopo 2 mesi sono già obsoleti», chiarisce l’ assessore. Il 16 giugno il Comune deciderà se rinnovare o meno l’ accordo, nel frattempo i 50 tablet resteranno a disposizione dei Consigli comunali a costo zero. E il resto? «Per il resto abbiamo - conclude Angeloni - abbiamo costituto l’ ufficio comunale elettorale, distaccando del personale dalle varie direzioni; non solo: in questi giorni si sta provvedendo ad allestire i tabelloni per la propaganda. Infine, lunedì convocheremo la commissione elettorale comunale per la scelta degli scrutatori: potranno essere convocati gli iscritti all’ albo al 30 novembre 2018».


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