Tra slot e scommesse, spesa in crescita a Bergamo: 71,2 milioni in 4 mesi

I DATI. Azzardo, il Comune di Bergamo ha rinnovato l’accordo per lo sportello d’ascolto a Redona. Dodicimila le persone a rischio. La sindaca Carnevali: tema di salute pubblica.

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Bergamo

In tempi «smart», sembra un retaggio del passato. Invece, il gioco d’azzardo «fisico» – quello che tipicamente si gioca di persona alle slot machine, acquistando gratta e vinci, recandosi nelle ricevitorie e via elencando – resiste e anzi cresce pericolosamente.

Non è più l’escalation di qualche anno fa, ma è il segno di uno zoccolo duro che non demorde. Tanto da sfiorare il patologico: solo nell’Ambito di Bergamo – ossia la città e cinque comuni della cintura urbana – si stimano 12mila giocatori a rischio, con abitudini che possono avere ripercussioni sui comportamenti e sulla salute sino alla dipendenza.

La relazione d’impatto sociale «Scommetti su te stesso»

Il calcolo affiora dalla relazione d’impatto sociale sul progetto «Bet on Yourself» («Scommetti su te stesso») realizzato negli ultimi due anni dalla cooperativa Il Piccolo Principe con focus sull’Ambito di Bergamo. E proprio all’interno di questa sinergia, il Comune di Bergamo – capofila a livello territoriale – rafforza il proprio impegno: Palazzo Frizzoni ha deliberato il rinnovo anche per il 2026 e il 2027 della concessione dello spazio comunale al civico 8 di piazza don Sergio Colombo, a Redona, per proseguire l’esperienza di uno sportello d’ascolto sulla ludopatia. La concessione è in favore della cooperativa Il Piccolo Principe, ma la sede vive anche della collaborazione tra diverse realtà sociosanitarie, del Terzo settore e del volontariato.

«La ludopatia è una malattia e va trattata come tale – riflette Marcella Messina, assessore alle Politiche sociali -, con strumenti di salute pubblica e con il coinvolgimento di tutta la comunità.

«La ludopatia è una malattia e va trattata come tale – riflette Marcella Messina, assessore alle Politiche sociali -, con strumenti di salute pubblica e con il coinvolgimento di tutta la comunità. L’azione si regge su tre assi, il primo è la prevenzione a scuola e nei quartieri: in collaborazione con Ats e il Terzo settore, si mira a intensificare le campagne informative. Il secondo elemento è la cura: i servizi sociali comunali, in raccordo con SerD e consultori, potenzieranno gli sportelli di ascolto e orientamento, con punti più vicini ai cittadini nei quartieri. L’intento è ridurre le barriere di accesso e la vergogna che spesso impedisce di chiedere aiuto. Il terzo asse è la comunità e le alternative. Il cuore del progetto è sostenere oratori, Centri per tutte le età, associazioni sportive e doposcuola come luoghi di incontro e di tempo libero».

Secondo i dati dell’Agenzia dei Monopoli analizzati dal Piccolo Principe, tra gennaio e aprile 2026 nell’Ambito di Bergamo il gioco «fisico» ha raccolto oltre 71,2 milioni di euro.

Secondo i dati dell’Agenzia dei Monopoli analizzati dal Piccolo Principe, tra gennaio e aprile 2026 nell’Ambito di Bergamo il gioco «fisico» ha raccolto oltre 71,2 milioni di euro (quasi 62,4 milioni a Bergamo, 2,4 a Sorisole, quasi 2,3 a Gorle, circa 1,8 a Torre Boldone e 1,8 a Orio al Serio, oltre 607mila euro a Ponteranica): la proiezione sull’intero 2026 ammonterebbe a 213 milioni e 759mila euro, con un incremento dell’1,9% rispetto al «consolidato» del 2025 (209,8 milioni). Eppure, le sale slot si diradano (ce ne sono 9, contro le 11 dello scorso anno) e così pure il totale dei locali con «macchinette» (da 104 a 100). «Assistiamo a un progressivo riaccentramento del gioco – approfondisce Gilberto Giudici, direttore della cooperativa Il Piccolo Principe -. Si punta a strutture più grandi e raggiungibili, le persone cercano luoghi sempre più esclusivi e intimi. È un fenomeno in linea con la dinamica del gioco online, perché allo stesso modo si cerca una certa riservatezza. Al tempo stesso, l’espansione del gioco “fisico”, nonostante l’avvento del telematico, rende più preoccupante la situazione: vuol dire che il digitale pesca da un bacino di nuovi giocatori. Pensiamo in particolare alle scommesse sportive, trascinate da una deregulation della pubblicità». In quest’ottica, lo spazio di Redona si distingue per essere «un luogo plurale che mette insieme energie e risorse, frutto della contaminazione tra più esperienze».

Lo spazio di Redona si distingue per essere «un luogo plurale che mette insieme energie e risorse, frutto della contaminazione tra più esperienze».

La normativa

È uno scenario complesso, che richiede strumenti normativi più forti. «L’azzardo – interviene la sindaca Elena Carnevali – è un tema sociale e di salute pubblica, economico, di grandi flussi finanziari e dove anche la criminalità organizzata prova a inserirsi». Di fronte a ciò, «il riordino del gioco pubblico e della rete fisica si deve basare su interessi primari come la tutela della salute pubblica». Proprio entro il 26 agosto, in teoria, il Parlamento dovrebbe pronunciarsi sul tema all’interno della delega fiscale: «Per ora non ci sono segnali di un ulteriore slittamento, ma nemmeno lavori in corso – osserva Carnevali -, e sappiamo che tra poco la chiusura estiva potrebbe non permettere l’avvio dell’iter parlamentare, lasciando alla solitudine e alla moltitudine di regolamenti regionali e comunali l’onere di porre sistemi di protezione e tutela delle comunità. Sarebbe un brutto segnale, una pessima scelta, dopo aver già ridotto il Fondo per il gioco d’azzardo patologico. Mi auguro che ci sia la piena consapevolezza dell’urgenza di agire, perché è chiaro che, oltre a essere perdente lo Stato, sono le comunità e i loro cittadini a rimetterci».

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