L’abbraccio di tutte le radio d’Italia «L’Inno di Mameli ci unisce»
Anche gli infermieri e i medici di Humanitas Gavazzeni e Castelli di Bergamo hanno condiviso il momento di partecipazione nazionale (Foto by Facebook/Humanitas Gavazzeni e Castelli)

L’abbraccio di tutte le radio d’Italia
«L’Inno di Mameli ci unisce»

L’iniziativa Avanti con la stessa programmazione su tutte le piattaforme, alle 11 di venerdì 20 marzo, anche sul web Teo Mangione di Radio Alta: riuniamo le persone, raccontiamo, informiamo e rincuoriamo.

La radio è un grande strumento per sentirsi vicini, accessibile a tutti, anche agli anziani meno abituati alla comunicazione online. Per questo ha un’ importante valenza simbolica la scelta di tutte le radio di unirsi per un’ iniziativa di diffusione comune senza precedenti.

Venerdì 20 marzo alle 11, per la prima volta in assoluto nella storia del nostro Paese, tutte le radio italiane, nazionali e locali, si sono unite per diffondere lo stesso programma. Tutte le emittenti hanno trasmesso in contemporanea - anche su tutte le piattaforme Fm, Dab, in televisione e in streaming sui siti e sulle App delle radio - la stessa programmazione. Alle 11 in punto la trasmissione straordinaria è iniziata con l’Inno d’Italia, per poi proseguire nell’ordine con Azzurro, La Canzone del Sole e Nel Blu Dipinto di Blu, tutte canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana. Hanno partecipato all’iniziativa le emittenti radiofoniche nazionali: Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, Rai Isoradio, M2O, R101, Radio 105, Radio 24, Radio Capital, Radio Deejay, Radio Freccia, Radio Italia Solomusicaitaliana, Radio Kiss Kiss, Radio Maria, Radio Monte Carlo, Radio Radicale, Radio Zeta, RDS 100% grandi successi, RTL 102.5, Virgin Radio. Inoltre, anche le emittenti radiofoniche locali, fra le quali la nostra Radio Alta. Dopo la messa in onda congiunta delle radio, 70 navi della Marina Militare, in 7 basi navali, per un totale di 5.212 uomini e donne facenti parte degli equipaggi, hanno suonato le sirene di bordo contemporaneamente, per testimoniare la coesione e la partecipazione di tutti, per superare insieme questa difficile situazione.

Un’ azione simbolica, che arriva a quasi cento anni dal primo programma radiofonico in Italia, quando il 6 ottobre del 1924 venne annunciato l’inizio delle regolari trasmissioni radiofoniche in Italia. Ognuno potrà sintonizzarsi sulla propria stazione radio preferita e vivere come meglio crede questo momento di vicinanza collettiva. «La radio è come l’acqua: non la fermi, va più veloce del web e crea una comunità», racconta Teo Mangione, storico conduttore della bergamasca Radio Alta. Mai come in questi frangenti la radio locale diventa un mezzo per riunire le persone. È quello che sta facendo Radio Alta, allungando di un’ ora il programma del mattino “Colazione con Radio Alta”, dalle 7 alle 10, con tanti ospiti ogni giorno (rigorosamente via Skype, senza venire in studio).

Una radio che è diventata una vera e propria community, con una chat dedicata su WhatsApp dove intervengono ogni giorno - con ordine e rispetto - 180 persone. Un mezzo miracolo, reso possibile dalle stringenti regole del conduttore radiofonico e moderatore del gruppo, Teo Mangione: «Il fine è dare informazioni sui programmi della nostra Radio, della nostra Tv e ovviamente tutto quello che accade sul territorio di Bergamo e Provincia. Ognuno che ne fa parte può e deve raccontare ed informare circa cosa succede di interessante.

Essendo una chat della Radio si parla ovviamente anche di musica, dei nostri programmi radiofonici e di tutto ciò che è inerente il nostro mondo». La chat è nata casualmente proprio il giorno prima che scoppiasse l’ emergenza Coronavirus e, quindi, affronta necessariamente anche questo difficile tema che permea tutte le nostre giornate. Spiega Teo Mangione: «Diamo sempre indicazione di seguire gli esperti e in radio abbiamo avuto spesso ospiti dei medici. Invitiamo le persone a non uscire. Il bello della nostra radio, come anche della chat, è che il pubblico interagisce davvero. Abbiamo ascoltatori attenti. La nostra è una vera radio locale, non un megafono».

Difficile, per chi ha un ruolo pubblico, gestire il lutto di un’ intera città: «Rispondo a tutti, cerco di rincuorare - spiega Teo Mangione -. Abbiamo avuto ospite Franco Rivolli, l’ illustratore che ha realizzato “Angels”, l’ immagine tributo dell’ operatrice sanitaria che tiene fra le braccia l’ Italia sofferente. Ci colleghiamo con cantanti e artisti, cerchiamo piccoli momenti di gioia e prendiamo in giro il “carogna virus”, come lo chiamiamo in Radio.

Vogliamo preservare un senso di comunità: esistono i social e la chat, ma l’ iterazione attiva è difficile. Qui da noi no: la radio è il primo social e mi capita di mandare in onda i messaggi che mi arrivano dalla Chat. Senza dimenticare la musica, con Keep on Rocking e, alle 16, Discovery Funk con Luciano Berry, oltre al nuovo programma Hit the road condotto da Davide Munari dalle 18 alle 19».

Intanto, anche il mondo della radio paga pegno al Coronavirus: il bergamasco Luca Viscardi, 51 anni, seguitissimo conduttore radiofonico su RTL 102.5 e Radio Number One, è ricoverato da giorni al Papa Giovanni di Bergamo. Non è in terapia intensiva, ma è sotto ossigeno e fatica a parlare. Le sue condizioni sono stazionarie e, tramite la moglie, ringrazia pubblicamente tutto il personale sanitario che sta assistendo lui e gli altri malati.

Anche gli infermieri e i medici di Humanitas Gavazzeni e Castelli di Bergamo hanno condiviso il momento di partecipazione nazionale sulle note dell’Inno di Mameli, alle 11. “#LaRadioPerLItalia” è risuonata in corsia e negli spazi comuni. «In ospedale, da settimane diventato un centro totalmente dedicato ai pazienti Covid-19, continuiamo a lavorare con tenacia. Voi aiutateci: #restateacasa», si legge sulla pagina Facebook dell’ospedale.


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