Mercoledì 22 Maggio 2013

Spiegare Bergamo e la sua storia
40 targhe su edifici e monumenti

Sei percorsi «illustrati» lungo le Mura e nel cuore di Città Alta. Sarà più facile per i turisti e i cittadini conoscere la storia della Bergamo sul colle. Un racconto in diretta, senza consultare guide, pieghevoli o altro. Basta sostare davanti alle eleganti targhe bilingue (italiano e inglese) collocate sui monumenti e sugli edifici più significativi e importanti e leggerne il contenuto.

Sono una quarantina in tutto (trentanove per la precisione) poste in opera recentemente a cura del Lions Club Bergamo Colleoni nell'ambito del progetto «Le radici della città». E la passeggiata potrà essere ancora più piacevole. È l'ideale continuazione di una iniziativa che nel decennio scorso, tra il 2002 e il 2005, era stata rivolta alle più significative architetture di Bergamo bassa. Inizialmente aveva riguardato il centro piacentiniano, per essere poi estesa a piazza della Libertà, a largo Belotti e, successivamente, all'asse viale Vittorio Emanuele e viale Papa Giovanni XXIII, cui si sono aggiunti edifici di particolare importanza, come l'Ospedale Maggiore e il cimitero.

«La nostra idea - spiega Pier Paolo Rossi, che ha seguito l'intero progetto - era stata accolta con vivo interesse sia dall'Amministrazione comunale sia dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio. Un contributo importante fu quello del Museo storico della città, che si era occupato di approfondire gli aspetti storici e architettonici. In questa circostanza conoscemmo il direttore della Fondazione Bergamo nella Storia, il quale dimostrò subito un grande entusiasmo per la nostra idea». Mauro Gelfi seguì da vicino la realizzazione e la collocazione delle targhe a Bergamo bassa.

Considerata la ricchezza di testimonianze dentro la cerchia delle mura, non era facile individuare gli edifici di maggior valore storico e artistico o più significativi. Inevitabilmente è stata necessaria una selezione per evitare anche la concentrazione di targhe, che sarebbe stata controproducente in alcuni spazi particolarmente delicati dal punto di vista ambientale, come piazza Vecchia e la zona della piazza del Duomo. Un contributo prezioso è venuto da Orazio Bravi, già direttore della Biblioteca civica Mai, il quale ha svolto le ricerche storiche e steso i testi, condensando in poche righe - e l'impresa ha richiesto molto più impegno di quanto non si creda - secoli di eventi.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 22 maggio

fa.tinaglia

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