Venerdì 07 Giugno 2013

Nicola Savino racconta il bullismo
con delle lacrime di fragola

Almeno una volta è capitato a tutti di avere lacrime di fragola. Lacrime al gusto di gelato che piacevano talmente tanto ai compagni bulli da pretenderne altre. E altre ancora. Proprio come succede a Chiara, in una favola delicata che con l'ironia dei grandi spiega il mondo ai piccoli, con le sue tante differenze e, a volte, ingiustizie.

Nicola Savino, da dj a presentatore, da volto noto del mondo dello spettacolo, della radio e della tv, si rivela un appassionato scrittore di favole per bambini. Lui tende a precisare: «Una favola sola, ed è quella che racconto molto spesso a mia figlia». Per filo e per segno, la storia di Chiara accompagna a nanna da parecchio tempo Matilda, 7 anni, e ora è diventata un libro illustrato da Marta Monelli e pubblicato da Add Editore. «Mi chiedevano spesso di scrivere un libro, ma ho sempre rifiutato perché non è il mio mestiere – spiega -. Un giorno a Radio Deejay ho raccontato questa favola. Finito il programma ho ricevuto una telefonata e una proposta concreta: scrivere la favola che avevo inventato per Matilda»

. Una storia che con i colori e la semplicità del linguaggio racconta come sconfiggere le ingiustizie. Chiara è una bambina «molto carina, con capelli color del miele e occhiali deliziosi», ma questi occhiali proprio non vanno giù a quattro bambini che a scuola la deridono e la fanno piangere. A dirotto, così tanto che le lacrime creano una pozzanghera che profuma e ha il sapore di fragola. Un bel problema per Chiara: i quattro bulli continuano a farla piangere perché vogliono le sue lacrime, ma la bimba si confida con la mamma – e questo è un passaggio delicato e importante – che le rivela un segreto: «leggere il libro della fatina delle lacrime facili».

Perché in una storia ci vuole sempre un tocco di magia: la fata sulla stella cometa trasforma il profumo di fragola in quello di pupù e qui ecco che la storia prende una piega nuova e i bambini non faranno mai più piangere Chiara mentre i piccoli lettori ridono a crepapelle e la fatina rifà la magia e rende le lacrime della bimba «normali». Niente più fragola, niente più pupù: «Il bullismo c'è sempre stato, a tutti i livelli e a tutte le età: siamo un po' vessatori e un po' vessati – commenta Savino -. Con questa storia racconto più che altro la diversità. Chiara ha gli occhiali, così come i quattro bulletti hanno caratteristiche ben precise, difetti e manie, un po' come tutti». Tutti uguali e tutti diversi, con Esclulapio il dispettoso, Ermenegildo il precisino, Asdrubale il grassottello e Astolfo alto, magro e coi capelli rossi. Peculiarità di ciascuno che Savino racconta in una favola in cui lui stesso è attore: «Interpreto il bidello della scuola, “Nicola dalle mutande viola”, che poi era una delle frasi con cui da bambino mi prendevano in giro, una cantilena che ricordo ancora».

Vittima, ma anche carnefice: «Con ironia facevo battute, molto spesso taglienti – ricorda -. Ma ero anche vessato, e ci soffrivo, proprio come Chiara». E pochi sanno che a 6 mesi, per un caso di malasanità, Nicola ha perso due falangi della mano destra: «Ricordo lo scherno, io che facevo il gradasso ma che sotto sotto pativo». Ma questa favola ribalta le cose, ci porta nel mondo dei bambini con una semplicità disarmante, disegni allegri, e quel sentimento di amicizia che alla fine unisce la combriccola di scolari. Il tutto attraverso le lacrime che da espressione del disagio si trasformano in «arma» e sono una modalità tutta nuova per noi grandi attraverso la quale raccontare ai piccoli come accettare le differenze: «I bambini non hanno filtri, sono diretti e a volte crudeli: bisogna insegnare loro che le diversità non contano, sono la nostra ricchezza». E se alla fine il libro Savino l'ha scritto, ha anche messo in chiaro una cosa: devolvere tutti i diritti del libro all'associazione italiana Rett onlus, costituita da genitori di bambine e ragazze affette dalla sindrome di Rett, patologia progressiva dello sviluppo neurologico che causa l'arresto e la regressione nello sviluppo. Un'associazione a cui Savino è da sempre molto legato: «Forse perché Matilda è sana e questo mi rende molto grato ma anche consapevole del bisogno d'aiuto di chi non è fortunato come me». E un libro sulle ingiustizie e sulla diversità ben ci sta: «Perché tutti – commenta Savino - abbiamo o abbiamo avuto lacrime di fragola».

Fabiana Tinaglia

fa.tinaglia

© riproduzione riservata