Lunedì 30 Dicembre 2013

Baudo: «Ricordare Negrini

è un onore e sarà una festa»

I Pooh nel 1971: da sinistra Riccardo Fogli, Valerio Negrini, Roby Facchinetti e Dodi Battaglia

«Non sarà una commemorazione, semmai una festa», dice con sicurezza Pippo Baudo. Il papà della tv generalista è stato invitato a condurre la serata del 3 gennaio, al Donizetti, tutta dedicata a Valerio Negrini, la «colonna parlante» dei Pooh.

A un anno esatto dalla sua scomparsa, Roby, Red, Dodi e tanti altri amici rendono omaggio al fondatore degli stessi Pooh e al paroliere che ha regalato tanti versi all’immaginario collettivo degli italiani. «Sono molto lieto di venire a parlare di un personaggio che tanta importanza ha avuto, non solo nella vita dei Pooh, ma nella storia della musica leggera italiana», continua Baudo. «Il senso creativo di Valerio ha segnato pagine molto belle, indimenticabili. Ed è meraviglioso che i colleghi si ricordino di lui e intendano dedicargli una serata che deve avere lo spirito di una festa».

Cosa la colpisce di più nell’arte della parola di Negrini?

«La poeticità. Noi abbiamo un concetto del poeta molto tradizionale: poeta è Dante, Leopardi, poeta è Petrarca. Ma ci sono poeti che hanno un’arte più immediata, direi rurale, accessibile, che colpisce e rimane molto di più. È come se le parole scoprissero il lato poetico che ognuno ha, anche se non riesce ad esprimerlo. E così arriva uno che sente, capisce, ed è in grado di interpretare quelle cose che hai dentro. E questo è bellissimo».

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