L’archivio delle meraviglie del Donizetti: video streaming de «Lo straniero» con Marco Baliani
L’attore Marco Baliani

L’archivio delle meraviglie del Donizetti: video streaming de «Lo straniero» con Marco Baliani

Lo spettacolo, filmato nell’aprile del 2003 al Teatro Donizetti nell’ambito della rassegna Altri Percorsi, sarà disponibile gratuitamente sul canale Vimeo della Fondazione Teatro Donizetti.

Per il terzo appuntamento in videostreaming con «L’archivio delle meraviglie: le stagioni di prosa del Teatro Donizetti», iniziativa curata da Maria Grazia Panigada, direttrice artistica della Stagione di Prosa e di Altri Percorsi, sarà visibile da venerdì 23 aprile (dalle ore 18) a domenica 26 (fino alle ore 24) Lo straniero di Albert Camus con Marco Baliani. Regia di Maria Maglietta. Inserti cinematografici di Mario Martone. Adattamento drammaturgico di Maria Maglietta e Marco Baliani. Scene e costumi di Carlo Sala. Musiche originali di Luigi Polimeni. Produzione Teatro Metastasio – Stabile della Toscana. Durata 92 minuti.

Lo spettacolo, filmato nell’aprile del 2003 al Teatro Donizetti nell’ambito della rassegna Altri Percorsi, sarà disponibile gratuitamente sul canale Vimeo della Fondazione Teatro Donizetti (https://vimeo.com/teatrodonizetti). Per l’occasione lo stesso Marco Baliani ha realizzato un breve video introduttivo.

Marco Baliani, si sa, non è un interprete capace di essere chiunque: sente di appartenere a certi personaggi dall’anima potente. Kohlhaas, l’eroe di Heinrich von Kleist che muore scegliendo la propria condanna, è stato per molto tempo il suo doppio. E così Peter Schlemhil, il personaggio di Adalbert von Chamisso che se ne va reietto nel mondo senza più la propria ombra. Stranieri entrambi, Baliani li ha scelti per i suoi spettacoli più intensi, dove non c’era altro se non il potere della parola, la forza della voce che racconta e come uno scalpello scolpisce le figure. A Kohlhaas e Schlemhil si è quindi affiancato Meurseault, lo straniero del romanzo di Albert Camus. Di nuovo un individuo che non si riconosce nelle regole di un mondo che pomposamente chiamiamo civile, l’uomo dall’anima ferita, che con tutto il cuore vorrebbe sentirsi partecipe di una società che invece lo espelle e che lo emargina.

«Una meravigliosa e terribile contraddizione – dice Baliani – in cui sta la loro malattia e la loro forza. In essa, questi eroi senza eroismi scorgono il miraggio di una pace impossibile, la terra promessa che si allontana all’orizzonte, ma che pure vorrebbero sempre presente e amica». Un sentimento che Baliani cerca di rendere palpabile nello spettacolo, al quale il regista Mario Martone ha offerto il contributo dei suoi originali inserti cinematografici «Lo straniero di Camus è uno di quei racconti di vita che da tempo abitano un mio speciale giardino, un luogo in cui coltivo amicizie e parentele e dove vado disegnando da anni una mappa segreta di riferimenti e tesori. In questo giardino Camus ha messo radici di quercia, profonde, solide», aggiunge l’attore.


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