Val Seriana, sguardo sul lavoro
Una mostra di Federico Buscarino

Una mostra fotografica sulla Valle Seriana. Con gli scatti di Federico Buscarino, la Cooperativa La Fenice di Albino ha promosso, con l’Università di Bergamo e il Comune di Albino, uno sguardo inedito sul mondo del lavoro. Una mostra itinerante per tutta la Valle Seriana.

Val Seriana, sguardo sul lavoro Una mostra di Federico Buscarino
La Valle che lavora,una foto di Federico Buscarino

La Cooperativa La Fenice di Albino, promotrice del «Progetto Valseriana: un sistema che fa la differenza», nell’ambito di una riflessione sulle peculiarità della Valle Seriana, ha promosso, con la collaborazione del Cst –Centro Studi sul Territorio - dell’Università di Bergamo e del Comune di Albino, uno sguardo inedito sul mondo del lavoro.

In un momento storico in cui, a far parlare di sé, non sono le aziende solide ma quelle, purtroppo numerosissime, che stanno subendo fortemente la crisi, la direzione del progetto ha inteso dar visibilità al lavoro all’interno di quelle aziende, di qualsiasi settore, che oggi rappresentano l’eccellenza produttiva del territorio e che, molto spesso, esportano l’identità della Valle Seriana al di fuori degli stretti confini italiani.

Attraverso un reportage fotografico, affidato a Federico Buscarino, s’intende valorizzare l’attività di quelle aziende che, nonostante la crisi di questi ultimi anni, sono riuscite ad affrontare le difficoltà, note tutti, e a garantire ai propri dipendenti ciò che oggi manca: il lavoro.

L’obbiettivo della macchina fotografica è stato puntato sul lavoratore, impiegato o operaio che sia, colto nella sua quotidianità lavorativa dimostrando così che lavorare, e lavorare bene, si può.

Il reportage fotografico è stato realizzato grazie alla disponibilità della direzione, e dei rispettivi dipendenti, delle seguenti aziende con sede in Val Seriana: Cotonificio Albini, Martinelli Ginetto Italy, Radici Group, Fassi, Acerbis. Il reportage fotografico si è tradotto così in una mostra itinerante in sette Comuni della Valle (Villa di Serio, Alzano, Nembro, Albino, Ardesio, Leffe e Ranica). In occasione di alcune inaugurazioni, il Sistema Bibliotecario della ValSeriana, organizzatore della mostra insieme a Promoserio e Coop. La Fenice, promuove incontri volti ad approfondire tematiche legate al mondo del lavoro.

«Nell’accingermi a fotografare le aziende che partecipano a questo progetto, come capita la maggior parte delle volte durante i reportage, non avevo un’idea precisa di che cosa mi sarei trovato di fronte e con chi, soprattutto, avrei dovuto rapportarmi - ha spiegato Buscarino -. Le aziende, per lo più tessili come nella tradizione storica della Valle, mi hanno aperto i loro stabilimenti mostrandomi i cicli produttivi e le persone che vi operano. Tutte hanno in comune il luogo di appartenenza, che non è un luogo qualsiasi ma è una Valle percorsa dal fiume Serio delle antiche filande; anche le persone sono consapevoli delle loro radici, e sono state in grado di produrre manufatti d’eccellenza per il resto del mondo».

«Donne e uomini e dediti al loro lavoro, per cui la collaborazione e la sinergia sono fondamentali. Come mi capita spesso, le persone tendono a nascondersi davanti alla macchina fotografica, non vogliono apparire e mostrarsi all’obiettivo, fino a quando non inizio a parlare con loro, a farmi spiegare il loro mestiere e mi viene mostrata la trasformazione della materia che passa dalle loro mani - conclude il fotografo -. Solo allora prendono confidenza con me e la mia macchina fotografica, mi mostrano volentieri il loro operato e si rendono disponibili a ripetere i passaggi della lavorazione affinché io lo possa fotografare ogni dettaglio. Vi sono giovani che hanno iniziato da poco tempo la loro carriera lavorativa e persone, invece, che hanno speso tutta una vita in queste aziende che ormai sentono proprie, di cui sentono la responsabilità. Tutti hanno però nello sguardo l’orgoglio di chi realizza qualche cosa con le proprie mani, di chi riesce a plasmare la materia per trasformarla in qualcosa che prima non esisteva».

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