Mercoledì 09 Luglio 2014

La Guerra Mondiale

con Valiant Hearts

Alcune immagini del gioco

Piattaforma: PC, PlayStation 3, PlayStation 4, Xbox 360 e Xbox One

Genere: Avventura grafica

Sviluppatore: Ubisoft Montpellier

Produttore: Ubisoft

Distributore: Ubisoft

PEGI: 12

Esistono diversi modi per raccontare la guerra, tema inflazionato nel mondo dei videogiochi e che spesso e volentieri scade in banali rappresentazioni unicamente funzionali alle diverse declinazioni di violenza. In Valiant Hearts, Ubisoft Montpellier, stesso team dell’affascinante Child of Light, ha deciso di seguire una strada ben diversa dipingendo un affresco della Prima Guerra Mondiale visivamente leggero ma narrativamente più realistico e crudo che mai.

Il giocatore veste i panni di quattro personaggi diversi ma legati fra loro dallo stesso ineluttabile destino: la Grande Guerra. La compagine è composta dal vecchio e placido soldato francese Emile, che farà di tutto per riportare a casa della figlia e del nipotino il giovane genero tedesco Karl, altro personaggio giocabile, la giovane infermiera belga Anna che sta cercando il padre scienziato rapito dai tedeschi, e infine il soldato americano arruolatosi nella legione straniera Freddie, il quale diverrà grande amico di Emile. Ai quattro soldati si aggiunge, a turno, un fedele cagnolino il cui ruolo all’interno della cornice bellica tratteggiata da Ubisoft Montpellier è ben più significativo di quanto possa sembrare, un vero e proprio riconoscimento agli amici a quattro zampe, disposti a dare tutto per lo spesso irriconoscente e apatico essere umano.

Per quanto riguarda il gameplay, Valiant Hearts è un’avventura grafica dalla difficoltà piuttosto basica ed elementare; salvo rare eccezioni che comunque si portano a termine dopo qualche minuto di ragionamento logico. Fra un rompicapo e l’altro sono state inserite alcune sequenze dinamiche in cui si corre all’impazzata verso l’esercito avversario evitando missili che cadono dall’alto o sventagliate di proiettili, o addirittura delle fughe in automobile sempre evitando il fuoco nemico dei carri armati che sopraggiungono alle spalle. In linea di massima il meccanismo ludico alla base di Valiant Hearts funziona e non annoia, seppur non tocchi mai picchi memorabili di originalità ed esaltazione. Il gameplay è infatti un semplice corollario, il mezzo – non il fine – per veicolare il messaggio morale. Valiant Hearts va interpretato come un “fumetto interattivo” in cui l’elemento sfida viene messo volutamente da parte per far spazio alle emozioni e alle sensazioni, vero pilastro portante della Prima Guerra Mondiale secondo Ubisoft Montpellier.

A caratterizzare il prodotto dei ragazzi di Ubisoft Montpellier è sicuramente la scelta di rappresentare la Grande Guerra con una veste grafica cartoonesca, che potrebbe far passare il messaggio (sbagliato) che Valiant Hearts affronti un argomento delicato e serio come la guerra con piglio ironico, scherzoso, e quindi incoerente al contesto a cui si ispira. Non è assolutamente così. Nonostante la goffaggine nell’andatura dei soldati, il modo buffo di comunicare fra di loro, o il fatto stesso di essere stati rappresentati come caricature, Valian Hearts non fa ridere, anzi: lo stile estremamente grottesco restituisce al meglio il senso di afflizione e inadeguatezza dei soldati al fronte. Le disavventure dei quattro compagni al tempo della Grande Guerra trasmettono malinconia e tristezza, emozionano con una dolcezza rara e puntuale. Sangue ce n’è, cadaveri pure, a bizzeffe, ma quello che più impressiona e sconvolge il giocatore è l’atmosfera kafkiana in cui si ritrovano i personaggi, poco più di semplici burattini – ma con una storia e dei sentimenti – gettati a soffrire e morire nel calderone della Grande Guerra, senza (quasi) alcuna via d’uscita. A tutto questo si aggiungono tabelle informative che ricostruiscono con fedeltà storica alcuni accadimenti del primo conflitto mondiale, il che rende Valiant Hearts un prodotto non solo emozionale ma anche preziosissimo dal punto di vista educativo.

Valiant Hearts racconta la Grande Guerra con una formula unica, emozionante e convincente. I puzzle sono forse un po’ troppo semplici, ma si fanno ben presto dimenticare perché quello che rimane e che più conta dell’eccezionale esperienza targata Ubisoft Montpellier è la forte immagine (spesso dimenticato) del sacrificio di donne, uomini, e anche animali, che patirono e morirono per una guerra non voluta e più grande di loro. Valian Hearts è una celebrazione al loro valore.

Marco Locatelli

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