Giovedì 06 Marzo 2014

«Con rispetto

parlando»

«Con rispetto parlando»

Le colf? Sono divoratrici di libri. In controtendenza con le statistiche generali italiane diffuse dall’Istat, secondo le quali gli italiani leggono poco o nulla, il 76,5% delle collaboratrici domestiche legge abitualmente, il 15,3% oltre venti libri all’anno. Smonta così uno stereotipo la ricerca delle associazioni femminili Lipa e Nostri Diritti (NoDi), dal titolo «Così vicine, così lontane. Tate, colf e badanti».

Le «domestiche» sono anche personaggi letterari molto frequentati, come dimostra «Con rispetto parlando» (Neri Pozza) della portoghese Ana Nobre De Gusmao: una commedia umana delicata e frizzante, condita da un’irresistibile ironia. La protagonista si chiama Laurinda, fa la cameriera a ore, è vedova, conservatrice, un po’ pettegola.

Eppure i suoi datori di lavoro le sono sinceramente affezionati e tengono in gran conto le sue opinioni. Lei entra nella loro vita e a volte cerca di «raddrizzarla» a modo suo, passando con nonchalance tra fidanzamenti, divorzi e scandali.

Ambientato negli Stati Uniti di cinquant’anni fa, c’è anche «The Help» di Kathryn Stockett, che vale la pena di riprendere in mano: ci sono madri in carriera, tate di colore, imbarazzanti sussulti di razzismo, e il testo conserva una sua fresca attualità.

Ci sono anche colf diventate scrittrici: ha destato scalpore Justyna Polanska, la domestica che ha raccontato in un libro irriverente, «Sotto i letti dei tedeschi», il mondo variegato delle famiglie che le hanno dato lavoro. E poi ha fatto il bis con «Non così salutare». Per leggerli, però (su Amazon in formato Kindle), dovete conoscere il tedesco.
Sabrina Penteriani

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