Il tempo sospeso del lockdown: spazio al pensiero

Dopo la frenesia dei primi vent’anni del nuovo secolo, la pandemia e i lockdown ci hanno costretto a rallentare, cambiando la percezione e l’esperienza del tempo, che nell’ultimo periodo ci è sembrato sospeso, perso, rubato.

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Questo rende ancora più interessante la lettura di saggi come quello di Guido Tonelli, professore di fisica, uno dei protagonisti della scoperta del bosone di Higgs: «Tempo. Il sogno di uccidere Chrónos» (Feltrinelli). Nella sua narrazione il tempo diventa mistero da svelare e «sostanza materiale che occupa l’universo», intrecciando scienza, logica, arte, filosofia e fantasia, per viaggiare all’interno e all’esterno dell’uomo, fino alle radici della storia.

«Un tempo per tutto» (Emme edizioni) di Christian Demilly e Laurent Moreau si ispira al libro del Qoelet, traducendolo in immagini a tinte forti, che si insinuano nei vuoti lasciati delle parole, per raccontare la vita, la morte e «tutto ciò che sta nel mezzo» lasciando molto spazio per pensare. Indaga sui tempi della routine quotidiana «Un tempo per ogni cosa» di Davide Calì e Isabella Labate (Kite edizioni), mostrando come i piccoli riti a volte servano per difendersi dall’inquietudine. Unisce infine il registro giocoso delle filastrocche a temi più impegnati la raccolta di Gianluca Caporaso «Tempo al tempo» (Salani). L’autore, un cantastorie, attivo nell’associazionismo culturale e nel volontariato, scrive «per trasformare anche il tempo brutto in meraviglia, perché la scrittura questo è: un desiderio di felicità che prova a dire in modo bello anche le cose tristi e infelici». Un testo che spazia tra passato e futuro invitando a vivere con maggiore consapevolezza il presente.

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