Mettere i «Cyberbulli al tappeto» Un manuale per i ragazzi sui social

Mettere i «Cyberbulli al tappeto»
Un manuale per i ragazzi sui social

«La rete è anche un posto pericoloso, dove si rischia di rimanere intrappolati come tonni. Ed è facile finire nei guai». Allegro, colorato e agile come un fumetto, chiaro, completo, «Cyberbulli al tappeto» (Editoriale Scienza) è un piccolo manuale per l’uso dei social.

Non è destinato agli adulti, come spiegano gli autori, Teo Benedetti e Davide Morosinotto, che fanno partire il loro racconto dai fondamenti: cos’è internet, quali sono i principali social network e sistemi di messaggistica istantanea, come funzionano, cosa li differenzia l’uno dall’altro, quali rischi specifici nascondono per i ragazzi che li utilizzano. C’è un capitolo dedicato anche ai videogiochi che spesso oggi sono vere e proprie piattaforme virtuali dove ci si può incontrare, scambiare messaggi, discutere attacchi e strategie: aspetti divertenti, ma che possono nascondere molti pericoli. I social, spiegano gli autori, servono «a un mucchio di cose»: non solo a chiacchierare, ma a condividere musica, imparare nuove lingue, lavorare, organizzare feste, giocare, mostrare le proprie opere d’arte, intavolare dibattiti, intraprendere azioni d’impegno civile, firmare petizioni.

Gli autori però cercano di aiutare i ragazzi a capire come funzionano esattamente, quali sono i confini, come evitare le insidie più evidenti. Spiegano per esempio che di ogni mezzo a disposizione si può fare un utilizzo «privato» (rivolgendosi cioè soltanto ad amici e parenti “reali”) oppure pubblico (in questo caso ci si può rivolgere a una platea potenzialmente amplissima di persone sconosciute, ed è importante evitare gaffes).

Gli autori sono prodighi di consigli e indicazioni pratiche. Una sezione ampia del volume è dedicata alla protezione della privacy e alla diffusione di informazioni e dati «sensibili», particolarmente delicata quando si parla ai ragazzi. E infine, la «netiquette»: cioè il galateo della rete. Un capitolo che – osservando modalità e tono delle discussioni che si trovano un po’ ovunque, compresi i commenti in calce agli articoli dei giornali - potrebbe essere utile anche a molti adulti. Da leggere insieme.

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