I centri sportivi minacciano la serrata: «Costi stellari, rischiamo il tracollo»

Le iniziative. I gestori temono di non riuscire a sostenere gli aumenti. «La soluzione? Rivedere le tariffe delle convenzioni comunali». Nel frattempo pensano di chiudere le docce e a una chiusura invernale di due settimane. Sciopero il 1° novembre. Su L’Eco di Bergamo del 7 ottobre un approfondimento.

Soffrono anche i centri sportivi. E senza misure urgenti rischiano il tracollo, mettendo a rischio tutte le attività sportive dedicate soprattutto a bambini, giovani e adolescenti. Il tempo dell’attesa è finito e con le bollette ‹‹diventate assolutamente insostenibili dopo essersi più che quadruplicate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno››, il tema dell’emergenza utenze non può più essere rimandato, soprattutto in vista della «temuta stagione invernale». Pena il «default» che altrimenti sarà «solo questione di giorni e non di mesi».

La revisione delle concessioni

I centri sportivi bergamaschi hanno deciso di fare linea comune e affrontare insieme il problema nel corso di un incontro online che si è tenuto nei giorni scorsi e a cui hanno partecipato i gestori degli impianti. La riflessione parte dalla revisione delle concessioni comunali. Ma qu alcosa si può fare fin da subito, come chiedere, se non addirittura inibire, l’utilizzo delle docce a chi ha convenzioni comunali. Idem per lo svolgimento di partite e attività sportive in fasce serali se possono essere svolte e spostate in orari diurni. Già proclamato poi, per l’1 novembre, uno sciopero generale dei centri sportivi, a cui ha aderito anche l’organizzazione Bergamo Tornei che si fermerà in segno di solidarietà. E non è esclusa nemmeno la chiusura invernale di tutti i centri sportivi per una quindicina di giorni, in date ancora da definire.

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