Aids, in provincia di Bergamo 53 nuove infezioni da inizio anno: «Diagnosi tardive, serve prevenzione»

LA GIORNATA. Andamento in linea con gli anni passati. Lunedì 1°dicembre due iniziative per le scuole. Meli (Fast-Track City): «C’è grande attenzione dei giovani». Dal 2019 coinvolti 12mila studenti.

Se l’andamento è complessivamente costante, quando si parla di Hiv e Aids c’è un dato che invece presenta una tendenza di crescita: quello delle diagnosi tardive. Si gioca soprattutto su questo versante, in particolare tra chi ne ha meno consapevolezza, la sfida della prevenzione. Da inizio anno in provincia di Bergamo sono state 53 le nuove infezioni individuate, sostanzialmente in linea con le 62 del 2024 e le 60 del 2023, ma in 15 casi si è giunti a intercettare la positività solo in situazione di Aids conclamata. «Anche nella Bergamasca emerge la questione delle diagnosi tardive e del problema delle persone inconsapevoli dell’infezione», fa sintesi Paolo Meli, coordinatore della rete Bergamo Fast-Track City, il progetto che dal 2019 mette insieme Terzo settore, istituzioni e sistema sanitario per consolidare la cultura della salute sulle malattie sessualmente trasmissibili. Sono circa tremila le persone con Hiv/Aids seguite dalle Malattie infettive del «Papa Giovanni», il centro di riferimento per il territorio orobico.

Due appuntamenti

È un lavoro quotidiano, ma che vede nel 1° dicembre – la Giornata mondiale dell’Aids – una data simbolica e concreta al tempo stesso per rafforzare l’impegno. Per l’occasione, la rete bergamasca organizza due appuntamenti: dalle 9 alle 9,40 le scuole superiori bergamasche seguiranno in streaming l’evento «#cHIVuoleconoscere – Next Generation», dedicato alla prevenzione, mentre alle 20,30 l’auditorium del liceo Mascheroni ospiterà lo spettacolo teatrale «ProPositiva 2.0» di e con Elena Di Cioccio.

per l’epatite C sono attivi da tempo dei programmi di screening promossi dal servizio sanitario pubblico, mentre per l’Hiv non è così. Eppure, l’epatite C e l’Hiv hanno modalità di trasmissione molto simili

Diagnosi tardive: due target

Ma perché si giunge a scoprire tardi il problema? «Succede soprattutto in due target – spiega Meli –: gli uomini eterosessuali attorno ai 50-55 anni, che reputano di non essere toccati dal “problema”, ma va ricordato che il tema può riguardare anche chi ha corso il rischio una sola volta nella vita, e poi le fasce più vulnerabili, come ad esempio migranti o senza fissa dimora con altre fragilità, che faticano già di per sé ad accedere ai servizi sanitari. Affrontare questi temi è ancora un tabù, anche in campo medico, e lo racconta un dettaglio: per l’epatite C sono attivi da tempo dei programmi di screening promossi dal servizio sanitario pubblico, mentre per l’Hiv non è così. Eppure, l’epatite C e l’Hiv hanno modalità di trasmissione molto simili, possono rimanere latenti a lungo, necessitano di diagnosi precoce. Negli adulti, proprio in quella generazione che tra anni Ottanta e Novanta ha vissuto il periodo di massima esposizione mediatica del fenomeno, la sensibilità è oggi più bassa: nei giovani cogliamo viceversa una grande reattività, un’attenzione preziosa».

Bergamo Fast-Track City

Tra gli obiettivi c’è l’aggancio alla cura e il mantenimento in cura, offrendo supporto alle persone con Hiv e ai loro familiari per migliorare la qualità di vita dal punto di vista sociale e sanitario

Dal 2019, Bergamo Fast-Track City ha coinvolto infatti oltre 20 scuole, con 600 classi e più di 12mila studenti incontrati, affiancando poi l’attività di screening sul territorio: sono state raggiunte 13mila persone, con un totale di 37mila test tra Hiv, epatite C, sifilide e, da quest’anno, anche epatite B; nel corso degli anni è stato così possibile far emergere 31 casi di Hiv, 51 di sifilide, 47 di epatite C, 36 di epatite B, e in più sono state riaccompagnate ai servizi sanitari circa 40 persone con diagnosi pregresse ma non in cura. Altre novità sono all’orizzonte: «Insieme al sistema della farmacie – annuncia Meli –, nel 2026 puntiamo a mettere a disposizione 1.500 test rapidi nelle farmacie bergamasche, per rendere ancora più capillare questa possibilità. Tra gli obiettivi c’è l’aggancio alla cura e il mantenimento in cura, offrendo supporto alle persone con Hiv e ai loro familiari per migliorare la qualità di vita dal punto di vista sociale e sanitario. Occorre combattere con determinazione stigma e pregiudizio promuovendo una cultura inclusiva e accogliente».

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