Giovedì 19 Dicembre 2013

Da Paolo Pecora a Marras

A Osio Sopra il nuovo brand Hosio

Capi del nuovo brand Hosio

Si chiude una porta, si apre un portone. La Emmegierre Fashion di Osio Sopra chiude il contratto di licenza con lo stilista milanese Paolo Pecora che aveva siglato otto anni fa e si aggiudica una licenza di alto livello con Antonio Marras, il creativo sardo famoso per le sue architetture romantiche e per le sue fantasie sognanti.

La notizia è di grande rilievo e l’azienda gestita dalla famiglia Vavassori, nata nel 1962, si è aggiudicata la licenza Italia e mondo per la nuovissima linea uomo che produrrà e commercializzerà a partire dalla collezione autunno/inverno 2014/2015. Marras aveva smesso di disegnare l’uomo da alcuni anni e ora, proprio in tandem con la Emmegierre, riparte con questa nuova avventura: «Ho aspettato un po’ di tempo per capire chi meglio potesse insieme a me interpretare lo spirito del vestire contemporaneo che cambia continuamente mantenendo però la propria identità» ha detto lo stilista di Alghero dando l’annuncio della nuova linea che si aggiunge al suo primo marchio, «Antonio Marras», e alla brand young «I’m Isola Marras».

La linea debutterà con il prossimo autunno e sarà lanciata sulle passerelle della settimana della moda uomo di Milano il 13 gennaio: il focus sarà soprattutto il jersey e la maglieria, da sempre punto di forza della Emmegierre che, oltre a Marras, annuncia in anteprima un’altra novità: il lancio di un nuovo brand di moda uomo, interno all’azienda, che si chiamerà «Hosio». L’ufficializzazione arriverà il 7 gennaio, in occasione dell’85° edizione di Pitti Immagine Uomo, durante un evento previsto alla Stazione Leopolda.

L’azienda, già proprietaria dei marchi «Obvious Basic» (moda uomo) e «Selezione Basica» (una linea tutta all’insegna della felpa, uomo e donna), punta su questo marchio che distribuirà con la sua rete commerciale: «Si tratta di un brand molto ricercato ma dai prezzi concorrenziali. E quest’idea - sottolinea Roberto Vavassori, che con il fratello Gianluigi è a capo dell’azienda di Osio e nello specifico si occupa dell’ufficio stile - è rafforzata dalla nostra esperienza sviluppata in tutti questi anni nel settore del tessile». La prima collezione di Hosio sarà realizzata per l’autunno/inverno 2014-2015 e verrà esposta nello showroom di proprietà in via Bigli a Milano, «distribuita nei più importanti plurimarca italiani ed esteri, gli stessi dove commercializzavamo fino a poco tempo fa Pecora» spiega Gianluigi Vavassori, che aggiunge: «La previsione è quella di aprire già nel 2014 5 monomarca, replicando le città dove eravamo con lo stilista milanese: Bergamo, Venezia, Verona, Milano e Firenze».

E se Pecora è nel frattempo entrato nel portafoglio di Gilmar, gruppo di Cattolica, da Osio Sopra fanno sapere che la loro ultima collezione per lo stilista milanese è quella uomo della prossima primavera, «dato che la donna è ferma da alcuni anni - spiega Gianluigi Vavassori -. Dopo 8 anni con Pecora abbiamo preso strade diverse, concentrandoci maggiormente su progetti interni, più concreti, e con il desiderio di avviare un’esperienza molto creativa con uno stilista di così alto livello come Marras», continua il titolare della Emmegierre che commenta anche questo 2013 ormai agli sgoccioli: «Chiudiamo con 12 milioni e mezzo di fatturato, in crescita rispetto al 2012. Per il prossimo anno prevediamo una conferma del fatturato appena chiuso, concentrandoci su questi nuovi progetti ». Confermati i venti dipendenti, l’attenzione è focalizzata ora sul Pitti : «Marras e Hosio correranno in parallelo, con un’attenzione verso la maglieria e un’alta qualità nella produzione, che poi è l’espressione della nostra azienda fin dagli anni Sessanta, quando i miei genitori aprirono questa attività». Cinquantuno anni fa, il via lo avevano dato Maria Rosa Frigerio e il marito Erminio Vavassori: «Realizzavano maglie per conto terzi - ricorda il figlio -. Ora oltre alle licenze, ci sentiamo pronti per un brand personale e forte, con un nome che vuole essere un unno alla nostra terra e al nostro modo di lavorare».

Fabiana Tinaglia

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