Giacche militari ripensate per una moda di libertà: da Grumello del Monte tu lizé - Foto
Un capo tu lizé

Giacche militari ripensate per una moda di libertà: da Grumello del Monte tu lizé - Foto

Due giovani bergamasche hanno creato tu lizé partendo da capi up-cycled: «Da una capsule una linea completa. Con spirito ribelle».

La libertà di fare moda. Di fare ciò che piace, senza rispettare i canoni estetici che conformano il pret-a-porter. «”Buttiamoci e ribelliamoci” ci siamo dette quando abbiamo iniziato da una manciata di giacche e tute militari: le abbiamo mixate a lana lavorata crochet e tessuti di cotone e lana» spiegano Beatrice Selini e Camilla Lorenzi, di Grumello del Monte. Hanno rispettivamente 25 anni la prima e 28 anni la seconda; due lauree in Economia e Giurisprudenza con competenze nel marketing e nella comunicazione e ovviamente una passione per la moda. Amiche e cugine, cresciute insieme tra stoffe e accessori moda: «La famiglia ci ha insegnato molto, ma poi ci ha lasciato libere» commentano e il loro spirito ribelle le due ragazze lo hanno veicolato in tu lizé, rieditazione «a modo nostro» di tulipe, tulipano in francese: «Una parola romantica, dolce, leggera, che con quella zeta si fa più rock, in un’ottica contemporanea, anticonformista, lo spirito che vogliamo trasmettere con il nostro progetto» spiegano.

Da sinistra Camilla Lorenzi e Beatrice Selini

Da sinistra Camilla Lorenzi e Beatrice Selini

Tu lizé è questo: colore, fantasia, abbinamenti energici, una moda sofisticata e unica, un tocco di etnico, una passione per il vintage, uno stile che dà carattere: «Il brand è nato un anno fa con una capsule, per poi arrivare alla prima collezione autunno/inverno questo scorso settembre». Con parecchio da fare: «Stiamo partendo con la campagna vendite sull’estivo, abbiamo lanciato lo shop online sul nostro sito (https://tulize.it, ndr) e siamo posizionate già in una ventina di negozi d’Italia, isole comprese. Il prossimo step è il mercato estero» spiegano e raccontano gli inizi: «Abbiamo indossato i primi capi realizzati con le giacche militari lavorate con maniche a maglia, tricot di colore, e sono iniziate le richieste. Eravamo stupite, ma nello stesso tempo ci siamo chieste se forse dalla casualità stavamo intraprendendo un percorso da seguire, quello che sognavamo fin da bambine: abbiamo così iniziato dal vintage, dalla voglia di ripensare a capi con una storia da rieditare in chiave contemporanea, offrendo una selezione di capi up-cycled con un’accezione più romantica ma sempre creando contrasti forti attraverso lavorazioni e tessuti».

Il camuflage con il crochet, lo spigato di lana con il jaquard dai toni accesi: «Il filo conduttore della nostra moda è il colore lavorazioni molto materiche dove il protagonista è il filo: di lana, di cotone - spiegano Beatrice e Camilla che condividono la direzione creativa del brand -. Amiamo mixare materiali, abbinare contrasti». Se la ricerca dei capi vintage è in giro per il mondo - con una buona selezione delle tute dall’esercito tedesco e delle giacche dalla marina militare Usa -, la produzione dei capi è tutta made in Italy, «anzi made in Lombardia, con una buona parte in Bergamasca».

In collezione, per questa stagione, una trentina di capi, di cui «otto up-cycled, diversi capispalla, blazer, pantaloni, short e gonne. Outfit da giorno e sera: forme semplici, modelli versatili, chic e originali, capaci di fare la differenza grazie alla ricerca dei materiali come jacquard vellutati, gli effetti metallizzati, l’uso della lavorazione crochet». Il tutto per rappresentare il proprio stile personale. Romantico? Forte? Non hanno dubbi: «Noi diciamo che è ciò che vogliamo essere:libere, ribelli al punto giusto, con nonchalance».


Fabiana Tinaglia Giornalista de L'Eco di Bergamo

© RIPRODUZIONE RISERVATA