Rivoltana, sarà disinnescata la bomba ecologica

Fornovo L’area della ex C2F trattamenti galvanici è stata acquistata da un’azienda di trasporti di Bariano. Dopo la bonifica dagli acidi diventerà una sede logistica.

Rivoltana, sarà disinnescata la bomba ecologica
L’area della ex C2F sottoposta a sequestro

La bomba ecologica rappresentata dalla C2F trattamenti galvanici srl di Fornovo San Giovanni sarà disinnescata. Merito dell’azienda di trasporti Antonio Trasporti di Bariano che ha di recente acquistato all’asta l’ex complesso industriale. Questo insediamento produttivo, che si affaccia sulla provinciale Rivoltana all’incrocio con la ex statale 11, era stato posto sotto sequestro giudiziario nel febbraio 2019 dopo che, in particolar modo sul piazzale esterno, i carabinieri della Compagnia di Treviglio e i tecnici dell’Arpa avevano rinvenuto in bidoni e cisterne, anche forati, rifiuti chimici speciali pericolosi e non che, in alcuni casi, erano pure entrati in contatto con il terreno (si trattava di acido cloridrico, cianuro di sodio, acido solforico, ipoclorito di sodio e cloro ferrico).

Di conseguenza l’amministratore unico della C2F, poi fallita, e il rappresentante legale di un’altra società che nel 2017 era diventata proprietaria dell’area su cui sorgeva il complesso industriale, erano stati indagati a piede libero con l’accusa di «gestione di rifiuti non autorizzati».

Anno dopo anno è cresciuta la preoccupazione della popolazione e l’Amministrazione comunale pochi mesi dopo l’operazione dei carabinieri e dell’Arpa, aveva scritto alla Procura facendo presente che «nessuna ordinanza di rimozione delle sostanze chimiche o messa in sicurezza degli impianti dell’azienda è stata ottemperata

Al sequestro giudiziario, però, non era poi seguita la bonifica dell’ex azienda di trattamenti galvanici i cui bidoni e le cui cisterne sono rimaste per anni all’aperto e incustodite. Anno dopo anno è cresciuta la preoccupazione della popolazione e l’Amministrazione comunale pochi mesi dopo l’operazione dei carabinieri e dell’Arpa, aveva scritto alla Procura facendo presente che «nessuna ordinanza di rimozione delle sostanze chimiche o messa in sicurezza degli impianti dell’azienda è stata ottemperata: tutto è rimasto come il giorno in cui è scattato il sequestro».

Le dichiarazioni

«Ora possiamo tirare un sospiro di sollievo - dice il sindaco, Giancarlo Piana -. La situazione stava prendendo una brutta piega sia perché bidoni e cisterne erano esposte ad agenti atmosferici con il rischio di sversamenti, sia perché erano stati notati nell’ex area industriale movimenti sospetti . Nel caso non fosse stato fatto nessun intervento, sarebbe toccato al Comune pensarci trovandoci di fronte a un problema di salute pubblica. Non a caso avevamo messo a bilancio 60mila euro per effettuare la caratterizzazione del terreno dell’area dell’ex azienda. Fortunatamente d’ora in poi ci penserà qualcun altro».

«Ora siamo in attesa dell’intervento di aziende specialistiche per lo smaltimento delle sostanze chimiche che abbiamo trovato all’interno e dopo si procederà con le analisi del terreno»

Il progetto

Antonio Codreanu, titolare della Antonio Trasporti, conosceva bene la situazione a cui andava incontro acquistando la ex galvanica. L’intenzione, data la posizione strategica del complesso produttivo, è di trasformarlo in una sede logistica: «Abbiamo iniziato a svolgere lavori di pulizia e penso si veda bene - spiega -. Ora siamo in attesa dell’intervento di aziende specialistiche per lo smaltimento delle sostanze chimiche che abbiamo trovato all’interno e dopo si procederà con le analisi del terreno. Arpa e Comune ci stanno offrendo la massima collaborazione. Riusciremo a fare un ottimo lavoro in tempi non lunghi. Per l’estate contiamo di trasferire lì la nostra attività».

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