Con la Persico il salto nel cuore dell’automotive: direzione Detroit
Michele Visciglio vive in Michigan con la famiglia dal 2014

Con la Persico il salto nel cuore dell’automotive: direzione Detroit

Rochester Hills, 85 chilometri quadrati, 80.000 abitanti. Un’oretta di macchina e sei a Detroit, il nucleo pulsante del Michigan, già capitale mondiale dell’auto: lì Henry Ford produsse la sua prima vettura, lì trovano sede gli uffici della Fca e della General Motors. Da quelle parti si decidono strategie e futuro del settore automobilistico yankee. E da quelle parti, nel 2013, la Persico di Nembro decise di aprire la sua divisione Usa, rilevando una ditta produttrice di macchinari di finitura per l’industria su quattro ruote. «Si trattava di implementare su quella struttura già consolidata le produzioni tipiche della nostra azienda», racconta Michele Visciglio, «con gli stampi, gli impianti e tutto il resto destinato al settore dell’automotive».

Si trattava anche di destinare a quella sede del personale pronto alla sfida: servivano figure capaci di esportare il know-how bergamasco dall’altra parte del mondo, gente pronta a cambiare radicalmente le proprie latitudini e le panoramiche annesse. Gente come Michele e la sua famiglia, appunto. Michele e sua moglie Silvia Carrara, che ha sposato nel 2001, sono di Albino: nel 2002 è nata Elisa, poi via via sono arrivate Camilla, Vittoria e Matilde, che non aveva neppure due anni quando la famiglia ha dato una precisa sterzata al proprio tragitto. «A Nembro avevo mansioni di tecnico commerciale e mi occupavo del mercato tedesco: detto volgarmente, facevo il venditore». Quando, a seguito dell’acquisizione avvenuta negli States, è sorta l’esigenza di avere in loco almeno una presenza fisica – un punto di riferimento americano a cui la sede orobica potesse demandare le incombenze del caso – la scelta della Persico è ricaduta su di lui: «Dopo una ricerca interna mi è arrivata la proposta: stimolante, certo, anche gratificante, ma quanto mai impegnativa e soprattutto estrema. Non potevo andar là e lasciare qui una moglie e quattro bambine: così la decisione concordata con l’azienda è stata quella di trasferirmi con tutta la famiglia. Chiudere un capitolo essenziale della nostra vita e aprirne un altro completamente nuovo».

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