Il premio a Montecitorio e la tesi con lo scrittore Saviano: il talento e la tenacia di Sofia Mazza ora a Dubai

LA STORIA. La 24enne di Pradalunga ora si sta specializzando negli Emirati Arabi. La laurea in Giurisprudenza all’Università di Milano Bicocca con lo scrittore anti mafia. Il riconoscimento dalla Fondazione Italia-Usa.

La tenacia l’ha ereditata dal nonno Giulio che le ha insegnato a non dire di no alle sfide di ogni giorno, anzi ad affrontarle con impegno e dedizione. Sofia Mazza, 24 anni, di Pradalunga, dopo il liceo linguistico si laurea in Giurisprudenza alla Bicocca in anticipo, distinguendosi nello studio dei reati finanziari e collaborando con il centro Steppo, fino al direttivo, accanto a Roberto Saviano. Premiata a Montecitorio, lavora in uno studio legale e prosegue la formazione a Dubai in ambito manageriale internazionale.

Le prof della vita

Ad ascoltarla, si rimane quasi affascinati dal suo entusiasmo connaturato, che si è fortificato fra i banchi del liceo linguistico, l’«Oscar Romero» di Albino. «Durante gli anni delle scuole medie superiori, ho avuto la fortuna di incontrare due docenti davvero eccellenti, figure fondamentali per la mia formazione culturale – afferma Sofia Mazza –, la professoressa di Tedesco, Maria Tosca Finazzi, e quella di Lettere, la professoressa Federica Sposi. La loro presenza ha inciso in maniera rilevante sulla mia crescita, sia da un punto di vista intellettuale, sia da un punto di vista umano. E poi c’è mio nonno Giulio, da cui ho ereditato la tenacia: mi ha insegnato a non dire di no alle sfide di ogni giorno, con impegno e dedizione. Anche lui è figlio dello stesso contesto di cui sono figlia io, quello della media Val Seriana, una terra a cui sono grata, contraddistinta dal sacrificio e dal duro lavoro dei suoi abitanti».

L’Erasmus in Germania

Dopo il liceo, Sofia si iscrive a Giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. «Incuriosita da certe dinamiche sociali, a un certo punto ho voluto comprenderle anche da un punto di vista giuridico – spiega Mazza –. Il mio sogno? Diventare avvocato». L’inesauribile vitalità che la contraddistingue, spinge Sofia a partire per Costanza, in Germania, all’interno del progetto Erasmus. Tornata dal Baden-Württemberg, però, la giovane, un po’ stanca della routine accademica, coltiva il desiderio di laurearsi il prima possibile. Eppure, l’incontro con una docente, l’ennesima, stravolge i piani di Sofia. «Durante il terzo anno di università, sostengo l’esame di Diritto dell’Unione europea con la professoressa Benedetta Ubertazzi, grande avvocato del Foro di Milano nonché titolare di uno studio legale che la sua famiglia gestisce da ben tre generazioni – racconta Mazza –. Al termine dell’esame, la professoressa mi propone di far parte del centro d’eccellenza che, grazie ai fondi ricevuti dall’Unione europea, aveva inaugurato all’interno dell’Università: lo “Steppo”. Il centro è composto da diversi comitati che studiano la procura europea; una nuova forma di cooperazione rafforzata, fra alcuni Paesi europei, avente l’obiettivo di perseguire i reati finanziari dal carattere transnazionale».

L’esperienza con Saviano

E qui entra in scena lo scrittore Roberto Saviano, che viene coinvolto nel centro d’eccellenza. «Quando la professoressa Ubertazzi mi ha comunicato che avrei lavorato fianco a fianco a Saviano quasi non riuscivo a crederci – afferma Mazza –. Come non ricordare quella volta che, al liceo, la professoressa Sposi mi aveva consigliato “Gomorra”, prestandomene poi una copia? Un libro che avevo molto amato». Per tre anni, Sofia collabora con Steppo, diventandone referente e, infine, entrando nel suo comitato direttivo.

Nel mezzo, la laurea magistrale (in anticipo di un anno), avvenuta il 12 dicembre del 2024, con una tesi sul legame che intercorre fra i reati finanziari e la criminalità organizzata. Relatrice, ovviamente, la professoressa Ubertazzi; correlatore, inutile dirlo, Roberto Saviano. «Il giorno della mia laurea, durante la discussione, c’erano le telecamere – racconta la bergamasca –. È stato emozionante e surreale. C’era persino la rete televisiva franco-tedesca Arte, poiché intenta a produrre un docufilm su Saviano. È stata una giornata meravigliosa».

Il premio a Montecitorio

Ma, sul cammino di Sofia, la meraviglia pare non aver voglia di esaurirsi: a giugno 2025, a Palazzo Montecitorio, viene premiata, dalla Fondazione Italia-Usa, come «eccellenza italiana per la carriera accademica». Nel frattempo, la giovane inizia a lavorare in uno studio legale a Bergamo e, contemporaneamente, si candida per un dottorato di ricerca in Legge. Ma a settembre il colpo di scena. «Vengo contattata dalla Hult International Business School: il mio profilo aveva suscitato interesse – spiega Mazza –. Mi viene proposto un anno di formazione in International manager, equipollente a una laurea specialistica, presso una delle loro sedi internazionali, a Dubai». L’ottobre successivo, quindi, Sofia parte per gli Emirati Arabi Uniti.

Un viaggio in un’altra dimensione. «La vita qui procede a una velocità inverosimile – racconta Mazza –. È una città piena di opportunità e zeppa di possibilità di crescita, in primis professionale. Una scarica di adrenalina potente. Dubai è costosa come Milano, ma molto più sicura. Esco al mattino e non so mai a che orario della sera tornerò». Anche perché le giornate non sono mai vuote.

«La Hult organizza meeting e sessioni di networking con le diverse realtà imprenditoriali che gravitano attorno alla scuola – spiega la ventiquattrenne –, anche una colazione può essere un’occasione per conoscere gente interessante e scoprire qualcosa di nuovo. Sono circondata da compagni che vengono da ogni parte del pianeta, pieni di ambizione e passione. Grazie a questo clima interculturale, ho appreso tolleranza e pazienza. Sono stata anche team leader e ho compreso che, nonostante le difficoltà, sono in grado di coordinare un gruppo di ragazzi di nazionalità diverse».

E Bergamo? «Mi mancano amici e famiglia – dice Mazza –, ma anche il pranzo della domenica con la nonna, il suo coniglio e la sua polenta. E poi il Santuario della Madonna della Forcella di Pradalunga, il mio posto del cuore». Ma la lezione che Dubai ha trasmesso a Sofia è unica. «Ci sono tante cose belle da fare nel mondo – afferma la ragazza –, non bisogna avere paura. Al contrario: bisogna accettare il rischio e vivere la vita come se fosse una pagina che non potrà più essere letta. Le capacità verranno di conseguenza».

Bergamo senza confini

Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con la Fondazione della comunità bergamasca onlus. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per un anno l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a: [email protected].

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