Bergamasca, vendite di vino al -50% Il Valcalepio propone patto con i ristoratori

Bergamasca, vendite di vino al -50%
Il Valcalepio propone patto con i ristoratori

Con la fine dell’isolamento a casa e la riapertura del settore Horeca (alberghi, ristoranti, bar e catering), ricominciano a riprendere fiato anche i produttori bergamaschi di vino.

Negli ultimi 2-3 mesi le vendite si sono drasticamente ridotte:- 50% di fatturato, nella media, ma qualche azienda anche -70%. «Ora si registra una ripartenza – afferma Sergio Cantoni, direttore del Consorzio Tutela Valcalepio – ma ancora col rallentatore: le nostre cantine dipendono in buona parte dalla vendita diretta e dal settore dei ristoranti e bar, che lavorano ancora poco per via delle limitazioni imposte. I privati hanno ripreso a circolare e ad effettuare gli acquisti presso le aziende ma mancano i ristoranti».

Nel periodo di lockdown le aziende hanno cercato di organizzarsi, incrementando prima la consegna a domicilio ed ora l’asporto. «Sì, il mercato si sta muovendo – affermano alla Locatelli-Caffi di Chiuduno - e nel periodo più nero ci siamo un po’ salvati con vendite on line effettuate sul portale di un nostro rappresentante lombardo. Abbiamo inoltre spinto per le mezze bottiglie da 350 centilitri, utili per l’asporto dei ristoranti o anche per chi negli alberghi vuole consumare il pasto in camera».

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