Coronavirus, la Cina è bloccata Il tessile orobico teme ripercussioni

Coronavirus, la Cina è bloccata
Il tessile orobico teme ripercussioni

Ferraris (Confindustria): «Pesa l’assenza cinese alla fiera Milano Unica». Albini: «Sono il 45% dei clienti del lusso» Paccanelli (Euratex): «Impatto su tutto il 1° semestre».

Il comparto tessile bergamasco teme conseguenze dall’attuale blocco cinese causato dal coronavirus. «Qui a Milano le aziende manifestano una certa preoccupazione – dice Chiara Ferraris, presidente del Gruppo tessile-moda di Confindustria Bergamo – e la sensazione generale è che ci saranno delle complicazioni. Oggi è ancora difficile quantificare, ma una ripercussione comunque ci sarà. Il mondo della moda ha come target il mondo del lusso con una preponderanza degli acquirenti cinesi, che però in questo momento non ci sono a Milano Unica. Bisognerà vedere se i minori acquisti dei cinesi potranno essere compensati da più acquisti degli europei e degli americani. Per un bilancio, però, bisogna aspettare che la fiera finisca».

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