«Eravamo pronti a intervenire per cinturare la Valle Seriana»

«Eravamo pronti a intervenire
per cinturare la Valle Seriana»

Il generale Berto ha chiarito alla Camera il ruolo dell’esercito. Nella fase clou dell’epidemia fino a 720 interventi del 118 in un giorno.

La nuova conferma, l’ennesima, è impressa in un documento della Camera dei deputati. A parlare stavolta è l’Esercito, in maniera indiretta. All’interno della relazione conclusiva dell’«indagine conoscitiva sulle condizioni del personale militare impiegato nell’operazione Strade Sicure», report approvato il 30 luglio, rimbalza infatti anche la questione dell’ipotetica zona rossa in Val Seriana.

Perché? Perché anche l’esercito ha avuto compiti di gestione dell’ordine pubblico. «Il generale Claudio Berto», si legge nel rapporto «ha chiarito che le Truppe Alpine (di cui è comandante in capo, ndr) sarebbero state pronte a cinturare anche altre zone rosse eventualmente individuate in Lombardia». Il rimando è all’audizione del 23 luglio, quando i deputati ascoltano appunto il generale di corpo d’armata Claudio Berto: «Nel periodo 5-8 marzo, erano state dispiegate 136 unità pronte a implementare, ove fosse stata dichiarata, la zona rossa nel Bergamasco», afferma l’alto ufficiale. Date e cifre dell’operazione, con precisione militare. Arrivò invece il contrordine.

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