I numeri nella Bergamasca: «Focolai in risalita il rischio alto è nelle famiglie»

I numeri nella Bergamasca: «Focolai in risalita il rischio alto è nelle famiglie»

I casi di contagi diffusi nei nuclei parentali da 49 a 69 in una settimana, nelle scuole da 6 a 12. Massimo Giupponi: in questa fase sono cruciali i comportamenti.

L’appello è diretto e accorato: «I numeri ci stanno parlando, e ci dicono che si sta diffondendo la convinzione errata che con le riaperture e la diffusione di vaccinazioni a più vaste fasce di popolazione si corrano meno rischi di contrarre il Covid. Non è così: il virus c’è . Non si deve abbassare la guardia ». Massimo Giupponi, direttore generale dell’Ats , Agenzia per la tutela della salute di Bergamo, snocciola cifre ed esempi, per rafforzare l’invito alla popolazione a mantenere distanziamenti, usare le mascherine, evitare assembramenti e curare scrupolosamente l’igiene delle mani.

«L’andamento dei focolai dall’inizio di marzo fino alla fine di aprile ci segnala che l’ambito più delicato, con più casi, è quello della famiglia, ha numeri molto più alti dell’ambiente scolastico o di lavoro. E, soprattutto, mentre in concomitanza delle riaperture delle scuole, dopo un calo dei focolai, stiamo assistendo a una risalita, seppure minima, questa è ancora più visibile nell’ambito delle famiglie», rimarca.

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