Incubo sull’asse, Gafforelli chiede scusa
«C’erano meno mezzi di quanto concordato»

I disagi di lunedì 28 dicembre, proteste sulla gestione della Provincia e il piano. «Il numero di mezzi impiegati era inferiore a quello concordato». Il presidente: prenderemo provvedimenti.

Il piano neve provinciale era pronto da tempo. Ma qualcosa (e, più o meno, si sa già cosa) non ha evidentemente funzionato tanto che il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli ieri pomeriggio si è visto costretto a «chiedere scusa a tutto il popolo bergamasco». Sono stati infatti pesantissimi i disagi che i centimetri di neve (fra i 20 e i 40 a seconda delle zone), caduti nella notte fra domenica e ieri sulle strade provinciali, hanno causato alla circolazione, in particolare dei mezzi pesanti molti dei quali si sono messi di traverso bloccando il traffico e causando lunghe colonne. E fortunatamente ieri, per le vacanza natalizie in corso e le limitazioni imposte dalla «zona arancio», il numero di veicoli in circolazione era sicuramente ridotto. La situazione più pesante si è verificata in mattinata sull’Asse Interurbano ex statale 671 in particolare all’altezza delle rampe di accesso al casello dell’A4 di Bergamo e sul tratto fra Bonate Sopra e Mapello. Colpa , secondo gli accertamenti effettuati dal settore Viabilità di Via Tasso, del non sufficiente numero di mezzi spazzaneve messi in campo dall’azienda incaricata per quel tratto di strada (ieri non è stato possibile contattare la ditta per una replica). Secondo indiscrezioni i mezzi operanti sono stati solo due al posto di 23.

In base al piano neve provinciale la rete provinciale della Bergamasca è divisa in 39 lotti affidati (attraverso contratti di appalto, in alcuni casi di un anno in altri due, che superano complessivamente il valore di 7 milioni di euro) a 28 aziende. Ogni mezzo spazzaneve deve essere dotato di un dispositivo satellitare in modo che Via Tasso ne possa controllare in ogni momento la posizione.

«Nel momento in cui – spiegano dal settore Viabilità – stamattina (ieri per chi legge, ndr) abbiamo accertato che il numero di mezzi impiegato sull’Asse era di molto inferiore a quello che l’azienda si era per contratto impegnata a mettere in campo in caso di neve, abbiamo cercato di farne intervenire altri che, però, erano ovviamente impegnati su altri fronti. I primi spazzaneve in supporto, quindi, sono potuti arrivare solo nel primo pomeriggio».

Nel tratto fra Bonate Sopra e Mapello la situazione è iniziata a diventare disastrosa dopo che due camion si sono messi di traverso causando colonne chilometriche che hanno impedito a lungo anche ai mezzi di soccorso di raggiungerli. Ed è andata mano a mano peggiorando fino appunto al primo pomeriggio quando hanno iniziato ad arrivare i «rinforzi». Basti dire che intorno a mezzogiorno, i camion che bloccavano le carreggiate risultavano una quindicina e, in questo caos, grande è stato il lavoro svolto dalla polizia locale di Bonate Sopra e dai carabinieri della locale stazione per cercare di alleggerire la circolazione. C’è anche chi, a un certo punto, stanco di aspettare, ha deciso di darsi da fare da solo, scendendo dai propri veicoli e iniziando a spalare. Come accaduto proprio sulla rampa dell’uscita per Bonate Sopra. Episodio non sfuggito a una passante che ha scattato una foto poi postata su Facebook dall’ex presidente di Via Tasso Matteo Rossi con il commento (non certo privo di polemica): «Se le istituzioni non arrivano, ci pensano i bergamaschi a risolvere i problemi. Su le maniche e via a lavorare».

Obblighi contrattuali

Sono stati comunque moltissime le critiche arrivate ieri alla sede di Via Tasso. Da qui la decisione di Gafforelli di chiedere ufficialmente scusa. E poi di assumere una forte presa di posizione : «È chiaro - ha sostenuto ancora – che prenderemo provvedimenti verso chi non ha rispettato gli obblighi contrattuali: dalle penali fino anche a misure più severe dal momento che, nel caso di quanto accaduto sull’Asse, potrebbe anche configurarsi il reato di interruzione di pubblico servizio».

Criticità, seppure più moderate, si sono verificate anche in altre zone della Bergamasca con l’importante differenza, a quanto si apprende dal settore Viabilità, «che in quest’altri casi siamo riusciti a intervenire più celermente proprio perché non c’erano camion in panne che bloccavano il passaggio».

Confronto e contratto

Comunque sia, dopo che l’emergenza si sarà conclusa, intenzione di Gafforelli è convocare un incontro fra tutte le parti interessate «per approfondire tutto quello che non ha funzionato e rimediare». Proprio di recente però la Provincia ha rinnovato per un altro anno, fino alla fine del 2021 (con una spesa di 3,7 milioni di euro), il contratto di appalto per tutte le 28 aziende a servizio del piano neve.

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