L’uomo che fa rinascere le orchidee, i fiori simbolo del suo cambiamento
Massimo Vavassori, primo a destra, con gli amici al lago dopo l’operazione

L’uomo che fa rinascere le orchidee, i fiori simbolo del suo cambiamento

Massimo Vavassori, 49 anni, di Castelli Calepio, sottoposto a stomia per un cancro all’intestino. «Sono rifiorito».

Come una fenice Massimo Vavassori, 49 anni, di Castelli Calepio, è passato attraverso il fuoco di un lungo intervento chirurgico per rinascere. Ha subito quella che sulla carta è una «menomazione», una stomia definitiva, ma poi ha seguito l’esempio delle orchidee, che fanno lunghe pause, in cui sembrano «morenti», ridotte a poche foglie e radici, ma alla fine - con le cure appropriate - rifioriscono, ancor più belle di prima. «Morire quanto necessario, senza eccedere./ Rinascere quanto occorre da ciò che si è salvato», come scrive la poetessa polacca Wislawa Szymnborska in «Autotomia». Nel soggiorno di Massimo sulla lunga mensola sotto la finestra, affacciata sul verde delle colline, ci sono sei vasi di questi fiori esotici, che nonostante la loro bellezza delicata diventano nelle sue mani un simbolo di resistenza: «Le mie amiche - spiega con un sorriso - me le portano quando restano soltanto le foglie perché sanno che mi appassiona prendermene cura fino a farle rifiorire».

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