Omicidio di Dalmine
Oggi l’autopsia su Colleoni

Sarà eseguita il 7 gennaio mattina, nella camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, l’autopsia sul corpo di Franco Colleoni, il ristoratore di 68 anni ed ex segretario provinciale della Lega Nord ucciso sabato mattina nel cortile della sua abitazione a Dalmine, dove si trova anche il suo locale, Il Carroccio.

In carcere, accusato del delitto, c’è il figlio minore Francesco, 34 anni, che ha ammesso di avere avuto una colluttazione con il padre ma di non ricordare nulla di ciò che è successo dopo. Il corpo del ristoratore era stato trovato proprio dal figlio riverso alla fine del vialetto d’ingresso, con la testa sul cordolo di grosse pietre che delimita il giardino. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo e dai colleghi di Treviglio, dopo essere venuto alle mani con il padre, Francesco lo avrebbe spinto e fatto cadere a terra, per poi sbattergli ripetutamente la testa contro il corsello, provocandone la morte. Il sangue è schizzato su alcuni attrezzi che sono stati repertati dalla Scientifica.

L’esame, disposto dal sostituto procuratore Fabrizio Gaverini che coordina le indagini, servirà a fare chiarezza sull’entità delle ferite alla testa e sulle cause del decesso del ristoratore. Che tra padre e figlio ci sia stata una colluttazione è accertato anche da una ferita su una guancia del giovane, che inizialmente ha detto di essersi procurato tagliando la legna. Ma in realtà non c’era traccia di quell’abrasione nella fotografia che aveva spedito alla madre con il cellulare quella stessa mattina: messo di fronte a quella e ad altre contraddizioni, Fancesco era poi crollato.

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