Ore 23, il silenzio si prende la città Il nostro viaggio dentro il coprifuoco
Città Alta dopo il coprifuoco (Foto by Yuri Colleoni)

Ore 23, il silenzio si prende la città
Il nostro viaggio dentro il coprifuoco

Bar e ristoranti chiudono prima, cinema quasi deserti. E scattano subito i controlli sulle strade.

«Siete carichi? Pronti per un altro giro di controlli?». A pochi minuti dal coprifuoco in Piazza Vecchia provano a buttarla sul ridere con gli agenti della polizia locale che stazionano in attesa che scattino le 23. In realtà se ne vanno pure prima dopo aver catechizzato gli avventori di un bar impegnati nell’ultimo giro di una serata abbastanza tortuosa a giudicare dal numero di bicchieri sui tavolini e dall’umore (fin troppo) sopra le righe di qualcuno.

Il Campanone ha fatto il suo dovere con i rintocchi di prammatica un’ora prima, come da antica tradizione: nel buio e nel silenzio di un giovedì bagnato da una pioggerellina che va e viene si sentono ancora meglio. Anche in una via Tasso deserta, dove dalle 22 escono gli spettatori dal Capitol, i giapponesi del cinema in città, quelli che non mollano davanti all’avanzata dei multisala. Il coprifuoco ha però colpito anche loro: l’ultimo spettacolo inizia tra le 20 e le 20,15, necessariamente. «Sette spettatori in una sala, sei nell’altra e quattro nell’ultima» ci snocciolano alla cassa. Totale 17 persone, il piatto piange.

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Dino Nikpalj L'Eco di Bergamo

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