Più didattica a distanza, presidi d’accordo Si parte lunedì in tutte le superiori

Più didattica a distanza, presidi d’accordo
Si parte lunedì in tutte le superiori

Accolta l’ordinanza della Regione, aiuterà ad alleggerire il trasporto pubblico: il 50% delle lezioni in presenza, il 50% a distanza. La dirigente Ust Graziani: le scuole si sono organizzate senza aspettare.

La Regione chiama e la scuola risponde presente. All’ordinanza della Regione Lombardia che chiede alle secondarie di secondo grado di aumentare le ore di didattica a distanza per alleggerire il sistema di trasporto e gli assembramenti, la scuola bergamasca ha risposto nell’immediato: da lunedì 19 ottobre tutte le scuole statali della provincia orobica avranno il 50% di lezioni in presenza e il 50% di didattica a distanza. Il tempo di definire gli ultimi dettagli, perché molte scuole avevano già nel cassetto un piano di battaglia pronto all’uso, e di confrontarsi con l’Ufficio Scolastico Territoriale. «Ci siamo confrontati tutti in video conferenza - dice la dirigente dell’Ust, Patrizia Graziani -: le scuole si sono attrezzate, si stanno muovendo e stanno riorganizzando tutto secondo l’ordinanza regionale, poi vedremo se il Dcpm che dovrebbe arrivare a breve cambierà ancora qualcosa. Tutte le scuole bergamasche già avevano predisposto ingressi e uscite scaglionati, in più i tecnici e i professionali lavoravano già con una parte di lezioni a distanza, perché la loro organizzazione prevede una fascia oraria che non era possibile rimodulare. Il tema in questo caso erano i licei che non avevano attivato DaD perché, finora, non avevano bisogno: con l’orario breve riuscivano a coprire in presenza tutto l’orario curricolare».

Ora anche i licei attiveranno percorsi a distanza, in modo da contribuire ad alleggerire ulteriormente il trasporto pubblico. «Una decisione che arriva dopo un’ordinanza regionale che le scuole rispettano perché, anche se la competenza sull’istruzione è ministeriale, e quella sulla salute pubblica è regionale - aggiunge Graziani -, quindi le regioni possono decidere per misure più restrittive. Le scuole finora si sono comportate bene: si sono organizzate per tutte le evenienze senza aspettare Ministero o Regione e sono riuscite ad aprire garantendo sicurezza al proprio interno. Ora però spero che a un livello alto ora si possa lavorare anche per un potenziamento del servizio trasporto pubblico, altrimenti la situazione diventerà difficile. Bisogna evitare che si debba rimanere con una didattica non in presenza a lungo, perché per quanto sia organizzata è diversa da quello che si fa a scuola e perché non tutti hanno le stesse condizioni e potenzialità . La scuola va davvero vissuta come un investimento ed è necessario qualche sforzo da parte di tutti per non perdere anche quest’anno».

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