Sospetti finanziamenti al terrorismo Bergamo finisce in «zona arancione»
Denaro sequestrato nel corso di un’operazione di polizia, in un’immagine d’archivio

Sospetti finanziamenti al terrorismo
Bergamo finisce in «zona arancione»

È il risultato degli studi dell’unità di intelligence finanziaria della Banca d’Italia. Analizzando i flussi di denaro, la nostra provincia dietro alle aree più critiche, Milano e Varese.

«Zona arancione». È quel colore che contraddistingue la Bergamasca nella mappa dei sospetti finanziamenti al terrorismo. Non un allarme rosso, ma comunque un’intensità del rischio concreto - perché si basa sui flussi di denaro - che pone la terra orobica subito dopo le aree più critiche.

È quanto emerge da un nuovo rapporto dell’Uif, l’unità di intelligence finanziaria della Banca d’Italia, il team che si occupa specificamente della prevenzione del riciclaggio di denaro. L’indice si basa sul numero di segnalazioni di operazioni economiche sospette per possibile finanziamento al gruppi terroristici, in rapporto alla popolazione residente: Milano e Varese, in Lombardia, sono «zone rosse», mentre appunto Bergamo, Brescia, Como, Lecco e Monza condividono la zona arancione; flussi più bassi («zone gialle» o «zone bianche») si registrano nelle altre province della regione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA