Stadio di Bergamo, avanti con il cantiere
Lavori alla curva Morosini, in ottica Champions

Tra due settimane gli ispettori verificheranno i requisiti Uefa. Nel frattempo l’intervento procede spedito: sabato è stato posato l’ultimo gradone della tribuna, mentre in curva sud sono già state levate le tribune metalliche.

A differenza della Curva Nord, con le schiere di anziani spettatori a mani incrociate dietro la schiena, il cantiere in curva Morosini è tutt’altro che spettacolare anche perché invisibile. Ma non meno importante: alla base di quei gradoni smussati dal tempo l’Atalanta si gioca la possibilità di ospitare le partite di Champions league nella sua casa, il Gewiss Stadium.

Mancano due settimane al sopralluogo fissato il 7 e l’8 settembre, quando gli ispettori europei arriveranno, cartellette alla mano, per verificare che l’impianto rispetti i (rigidi) requisiti Uefa. La società ci aveva sportivamente provato anche l’anno scorso dopo il rifacimento della curva Pisani. Un tentativo utopico, servito a saggiare il terreno, a capire le richieste degli ispettori, nella speranza di trasformare l’appuntamento in prove generali per quest’anno. Per fortuna - anzi, per l’eccezionale bravura dei giocatori - è andata davvero così.

In questi giorni i lavori procedono in modo spedito. Sabato è stato posato l’ultimo gradone prefabbricato della tribuna Rinascimento (ex Ubi). Dopo la demolizione della vecchia gradinata, senza toccare la facciata vincolata dalla Sovrintendenza, è stata costruita l’intelaiatura e in seguito sono stati posizionati tutti i nuovi gradoni prefabbricati - circa 3.800 posti complessivi - proprio come avvenuto un anno fa in curva Nord. Ora si attende solo la posa dei nuovi seggiolini. All’interno gli operai sono ancora al lavoro per realizzare spazi dedicati al marketing, mentre nella parte più alta troveranno posto skybox esattamente come nella speculare tribuna centrale. Tutto come da programma, così come da programma è iniziato anche il cantiere dell’area parcheggio tra viale Giulio Cesare e via dei Celestini.

La vera novità di questa estate invece è il cantiere partito in curva Morosini. Così all’improvviso, senza comunicazioni ufficiali, a fine luglio i mezzi sono entrati nel settore e hanno fatto piazza pulita delle tribune metalliche posate nell’estate del 1984 dopo la promozione in serie A. Come si può vedere dalla foto postata domenica dal profilo Instagram dello stadio, sono già pronte le basi in cemento che ospiteranno le nuove tribune prefabbricate su cui troveranno posto i nuovi seggiolini. Un requisito fondamentale, quello delle sedute fisse, perché l’Uefa considera imprescindibile avere i posti numerati in tutti i settori. Uno sforzo importante considerato che tra un anno si procederà alla demolizione dell’intera curva Sud, come da progetto.

Considerate le richieste degli ispettori e le condizioni dello stadio, molti la definiscono una scommessa azzardata. Ma l’Atalanta è votata all’attacco, anche sul campo, e Antonio Percassi è il primo a non dare nulla per scontato anche se in un’intervista a L’Eco si è dimostrato fiducioso. «Comunque vada, da parte nostra non ci sarà alcun rimpianto. Abbiamo fatto scelte onerose e rischiose, certo. Ma l’obiettivo è eccezionale: portare la Champions a Bergamo e avere i bergamaschi sugli spalti». La fiducia, però, nulla può contro l’avversario più temibile: il coronavirus. L’andamento dei contagi, non tranquillizzante, potrebbe compromettere l’inizio della nuova stagione e allungare ancora il lockdown degli stadi.

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